Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Eutanasia per i radicali

Che pena, i radicali. Un tempo garantisti, oggi retrovia insignificante del partito delle procure. Ieri hanno votato per l’arresto di Alfonso Papa, anche se non c’è pericolo di fuga, di reiterazione del reato, di inquinamento delle prove (le uniche tre ipotesi che giustificano, secondo il codice Pisapia, la custodia cautelare). Pannella, intanto, ha sospeso il digiuno contro il sovraffollamento delle carceri, evidentemente per consentire ai suoi di mandare un’altra persona in galera. Quando i radicali erano i radicali organizzavano gli autoconvocati delle 7, a difesa delle istituzioni democratiche sotto il tiro del partito mediatico-giudiziario (agevolato, ai tempi, dall’attuale presidente della Repubblica). «Una Camera che si consegna mani e piedi a Henry John Woodcock – scrive oggi Giuliano Ferrara – ratifica la sua irrilevanza e merita di sopravvivere nell’ignavia». Quanto ai radicali, lascio la parola ad Andrea Marcenaro: «Possono stare per quarant’anni senza nemmeno sfiorarlo, Caino, ma quando decidono se lo inculano vivo».

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