Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

I radicali rispondono, con replica

Caro Rocca,

Le scrivo dopo aver letto sul Suo blog il post dal titolo “Eutanasia per i Radicali”, con l’auspicio che voglia pubblicare anche questa mia replica.

Rivendico il voto a favore sul caso Papa, perché si è trattato di decidere se nei suoi confronti ci fosse o meno "fumus persecutionis".

Per me non c’è nessuna persecuzione da parte della, pur pessima, procura di Napoli.

Quanto al fare del caso Papa, la frontiera del garantismo, la dice lunga! Se penso che la sua strenua difesa è giunta da parte di chi nel corso di questi tre anni di legislatura non ha fatto altro che inasprire pene, introdurre nuovi reati e tentare di far approvare misure di garantismo sì,  purché ad essere garantito fosse innanzitutto uno! Niente di niente per la riforma della giustizia al collasso, sulla carcerazione preventiva, sulle condizioni dei detenuti e via dicendo. Un conto era tangentopoli, chiara operazione politica, altro è l’emergere di comportamenti come quelli di Papa, e prossimamente magari anche di Milanese, rispetto ai quali anche l’equipararli a Caino mi pare misera operazione che svilisce il senso nobile del garantismo.

Di Pietro e la Lega, con le loro manette e i loro cappi, sono un’altra storia, personale e politica.

Elisabetta Zamparutti
Deputata Radicale e Tesoriera di Nessuno Tocchi Caino

Risposta:

Gentile onorevole,
in lunghi e lontani anni di militanza radicale, e all’università, ho imparato che l’articolo 274 del codice di procedura penale descrive tre sole esigenze cautelari tali da autorizzare quella che un tempo si chiamava carcerazione preventiva: pericolo di fuga, pericolo di reiterazione del reato, pericolo di inquinamento delle prove.

Il codice, come un tempo ricordavano anche i radicali, prescrive che "la custodia cautelare in carcere può essere disposta soltanto quando ogni altra misura risulti inadeguata".
E’ evidente a chiunque che Papa o Tedesco non possano reiterare il reato, non possano inquinare le prove, non possano fuggire (e nel caso sarebbe sufficiente ritirare il passaporto). Solo questo mi pare molto più che fumus, e senza scomodare i grandi successi di alcuni dei pm in questione e della procura di Napoli.

Nel 1991/92 Pannella si batteva contro il rito ambrosiano (mettere in carcere gli indagati oppure solo minacciarlo per estorcere confessioni e chiamate in correità) e organizzava gli "autoconvocati delle 7", che gli altri con cui oggi vi siete alleati chiamavano il "Parlamento degli inquisiti", e lo faceva magari ritenendoli colpevoli ma in difesa delle istituzioni democratiche e della sovranità popolare sotto l’attacco del partito delle procure.

Oggi avete cambiato idea, siete diventati la retrovia del giustizialismo politico e avete ridicolizzato le giuste campagne contro il sovraffollamento delle carceri. Non c’è alcun motivo per cui Papa (di cui non so niente, e niente mi interessa) e molti altri che non fuggono, non inquinano e non reiterano debbano attendere in carcere il processo e la sentenza.
Di certo, prima del carcere, ci sono altre misure cautelari a disposizione dei magistrati. Misure diverse dal carcere, come predicavano ogni giorno i radicali prima di razzolare male. Molto male.
Cordiali saluti
Christian Rocca

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