Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

L’insostenibile attrazione americana per i terroristi islamo-stalinisti del MEK

Il New York Times svela l’incredibile attrazione per il MEK iraniano di molti (per fortuna ex) dirigenti politici americani, di destra e di sinistra, da Howard Dean a Rudy Giuliani, dal Consigliere per la Sicurezza Nazionale di Obama James Jones al presidente del Joint Chief of staff ai tempi di Bush Peter Pace, dai capi dell’intelligence di Obama e Bush Dennis Blair e Michael Hayden e molti altri esponenti di primissimo piano.
Il Mek è una setta stalinista e islamista finanziata da Saddam Hussein in funzione anti Ayatollah iraniani. Ora vive in un’enclave irachena, mentre i suoi leader albergano a Parigi. Per gli americani è un’organizzazione terrorista. Anche per gli iracheni, che non li vogliono.
Il Mek è impegnato in una sontuosa campagna di relazioni pubbliche volta a convincere Obama e l’opinione pubblica americana a togliere lo status di organizzazione terrorista presso il Dipartimento di Stato. Il Mek organizza convegni, paga i relatori americani e diffonde balle, mentre tiene in regime di quasi schiavitù maoista i suoi adepti.
In Italia i loro sponsor sono i radicali, naturalmente guidati dal senatore Marco Perduca (l’accidenti più catastrofico capitato ai radicali dai tempi di Cicciolina).
La cosa che stupisce di più, a leggere l’articolo sul Times, è la risposta sbalordita (non ne sapevo niente!) di uno come il generale Jones, il più alto dirigente della sicurezza nazionale americana fino a qualche mese fa.

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