Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

La campagna Perry

Rick Perry è riuscito a diventare il candidato del momento. Tutti parlano di lui, bene o male. Un ex funzionario di Reagan e Bush dice che è un perfetto idiota e che lo sanno tutti. Un opinionista super liberal come Richard Cohen sostiene, con orrore, che possa diventare il nuovo Reagan. C’è chi dice che è un Bush on steroids e chi dice che è l’esatto contrario di Bush (la seconda che hai detto). Commentatori ed economisti si dividono sul "miracolo texano", cioè se la crescita dell’occupazione in Texas (un terzo del totale dei posti di lavoro recuperati in America da quando è finita la recessione) sia merito suo o dell’industria petrolifera. Michael Tomasky spiega che le gaffe di Perry (quella su Bernanke e quella sul global warming) non sono gaffe, ma messaggi subliminali per far passare l’impresisone che sia lui il candidato più conservatore del gruppo di aspiranti anti Obama. Insomma, Perry sta facendo tutte le mosse giuste. Ma deve annientare Michelle Bachmann, altrimenti alle primarie si divide con lei i voti super conservatori e favorisce Romney.

Richard Cohen:
«Perry is too conservative, too much a cowboy, too religious and, while we’re at it, too handsome. This, more or less, was what was said about Ronald Reagan. He’s nearly on Mount Rushmore».
«Of course, Perry may turn out to be no Ronald Reagan. But then he doesn’t have to be. After all, Barack Obama has turned out to be no Barack Obama».

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