Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Cambiare regime, dal Kosovo alla Libia, passando per l’Iraq

Roger Cohen spiega sul New York Times che esiste un filo ideale – liberale e democratico – che collega gli interventi armati in Bosnia, Kosovo, Iraq e ora in Libia.
Sul tema, Libia esclusa, nel 2006 ho scritto un libro edito da Einaudi. Compresa la Libia ho scritto invece "Le guerre buone dell’Occidente" sul Sole 24 Ore di cinque mesi fa.
Il super liberal Cohen naturalmente è costretto ad aggiungere un mea culpa sull’Iraq, un intervento anti dispotico per cambiare un regime mostruoso che ha condiviso quando era di moda condividerlo, che ha ripudiato quando le cose si sono messe male e che avrebbe condotto al disastro definitivo se Bush anziché decidere per il "surge" avesse seguito i suoi consigli pro ritiro.
Importa poco: sono pedaggi che ogni intellettuale liberal deve pagare, altrimenti poi non lo invitano più nei salotti. In ogni caso, a prescindere dal giudizio sull’esito di Iraqi freedom, Cohen conferma la tesi di Cambiare regime nel merito e nel metodo: gli interventi in Bosnia, Kosovo, Iraq e Libia rispondono alla stessa identica idea liberatrice (rileggersi il discorso di Blair a Chicago nel 1999).
«In the end – ha concluso Cohen – I think interventionism is inextricable from the American idea. If the United States retreats into isolationism, it ceases to be itself — a nation dedicated, however much it falls short, to a universalist ideal of freedom».

ricerca

archivi

testata
periodo
feed rss
 

Christian Rocca – © 2002-2011

Credits: Graphic Design & Web Development to Area Web