Camillo - Il blog di Christian Rocca

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Gommalacca/66

Le canzoni dei Beatles sono le canzoni dei Beatles. Sono perfette, anche nelle loro imperfezioni. Sono organismi geneticamente immodificabili. Guai a chi le tocca, anche se non le ascoltiamo più da tempo. Sono particolarmente stucchevoli gli omaggi beatlesiani in chiave jazz o, dioliperdoni, salsa o bossa nova. Da soli giustificano la presenza del tasto skip sul telecomando.  Dovrebbero vietarli. Rifare i Beatles non è solo sbagliato, è inutile.
Ci sono eccezioni, ovviamente. Eccezioni singole. Imagine rifatta dal genio pianistico indoamericano di Vijay Iyer (per canzoni dei Beatles si intendano anche i brani scritti da ciascuno dei Fab Four dopo la discesa in campo di Yoko Ono). Across the universe, ridisegnata dal bassista Ben Allison. She’s leaving home ripianificata dal trio di Brad Mehldau.
Ma ci sono anche eccezioni più strutturate, addirittura sorprendenti e inaspettate al punto da far crollare il postulato iniziale: sorry, non è vero che le canzoni dei Beatles non si possono rifare. Yes, you can.
Prendete il nuovo cd del chitarrista Bill Frisell. Il disco uscirà il 27 settembre, ma si può già ascoltare in giro. Si intitola All we are saying (il verso che precede il coro di Give Peace a chance) e contiene 16 brani di John Lennon da Across the Universe a Revolution, da Nowhere man a Please Please me, da In my life a Come Together, fino ai più recenti Imagine, Mother, Woman, Beautiful boy. Il risultato è formidabile. Al netto delle melodie beatlesiane, viene da chiedersi se sia rock, jazz, alt-country o musica contemporanea.
Definire la musica di Bill Frisell è impossibile. Il suo maestro è stato Jim Hall, le radici sono quelle del jazz. Ma da almeno un decennio, Frisell sforna dischi avant-country, un genere ossimoro capace di amalgamare ingredienti contrastanti come la musica tradizionale del profondo sud americano e l’avanguardia. Una musica western, solare, ma essenziale, quasi minimale. Accompagnato da Jenny Scheinman al violino, da Terry Scherr al basso, da Greg Leisz alle altre chitarre e da Kenny Wollesen alla batteria, Bill Frisell rispetta profondamente i motivi lennoniani e li ricalibra in una nuova dimensione fantastica. Non si nota l’assenza della voce di John Lennon, i testi sembrano improvvisamente superflui. A cantare c’è la chitarra di Frisell.
Christian Rocca

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