Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Epperò Perry

Ok, qui l’avete letto fino alla noia: il candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti, Rick Perry, perde colpi dibattito dopo dibattito. Non sembra all’altezza. I sondaggi lo danno ancora in testa, ma ogni giorno che passa sembra sempre meno adeguato. Epperò Perry sta subendo critiche di ogni tipo per aver avuto il coraggio di rigettare la politica stupidamente anti-immigrazione del nuovo Gop (Bush e McCain erano favorevoli a un processo di legalizzazione dell’immigrazione clandestina). Perry non si è rimangiato la battuta secondo cui costruire un muro a difesa del confine sud americano è "un’idiozia" né la sua scelta da governatore del Texas di garantire ai figli degli immigrati clandestini di accedere all’iscrizione agevolata nei college statali esattamente come i residenti regolari. «Se siete contrari vuol dire che non avete cuore», ha detto Perry. Manna dal cielo per Mitt Romney, pronto ad attaccare da destra Perry (e a far dimenticare il suo piano sanitario che ha ispirato quello contestato di Obama). «Abbiamo un cuore ma anche un cervello», ha ribattuto Romney. Buona battuta, che ha funzionato molto tra i militanti repubblicani delusi dal "tradimento" di Perry.
Epperò Perry non ha difeso soltanto una posizione ragionevole e non si è limitato ad evitare il populismo su una questione seria come questa. Perry sa benissimo che la posizione anti immigrazione (illegale) non è soltanto anti americana, ma è anche perdente alle elezioni presidenziali (in particolare in molti stati decisivi, come la Florida, per diventare presidente degli Stati Uniti). Forse Perry non è così inadeguato. Quanto a Romney, in caso di vittoria alle primarie, avrà tempo per cambiare idea sull’immigrazione, ma non è detto che gli ispanici e tutti gli altri si fideranno.

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