Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Il caso Amanda e noi

Oggi Il Foglio, a firma di Giuliano Ferrara, scrive un meritorio articolo sul caso Amanda, sul caso Sofri, sul caso Berlusconi, ovvero sull’incredibile caso della giustizia italiana e si chiede: «Cari giornalisti stranieri, ora capite cos’è la giustizia in Italia?». Per farglielo capire meglio, il Foglio pubblica l’articolo anche in inglese. Non so, non credo che lo capiranno. Tre anni fa avevo provato invano a farglielo capire anch’io.
Intanto da noi succedono cose incredibili: la folla invoca la forca, l’accusa dice che c’è stata una campagna mediatica pro-Amanda (eh?!?), i deficienti ingolfano la rete con tesi complottistiche sull’apparato militare industriale americano, i secondini speciali lamentano che in questo modo il delitto non avrebbe colpevoli, Barbie Nadeau fa l’Alice nel paese delle meraviglie, i pm confidano in un "terzo grado" (che non esiste) come i tifosi si affidano alla lotteria dei rigori, un pm si inerpica fino a sostenere che se Amanda è stata condannata per calunnia come si fa a giustificare che non abbia anche ucciso?, un altro pm, donna per giunta, dice alla Stampa che Meredith odiava Amanda perché teneva in casa "vibratori e preservativi" (e semmai sarebbe un movente per l’omicidio di Amanda, non della povera Meredith), mentre Michele Serra scrive che la folla forcaiola che urlava vergogna nella piazza di Perugia è orribile allo stesso modo dei parenti "yankee" degli imputati (quelli del Tavoliere, evidentemente no) che gioivano alla notizia dell’assoluzione di una figlia, nipote, amica liberata dopo 4 anni di reclusione ingiusta.
Cose, purtroppo, che resteranno

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