Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

C’è o non c’è Toni Negri tra gli ispiratori di OccupyWallStreet?

So ancora troppo poco della protesta dei ragazzi di OccupyWallStreet per scriverne in modo esteso (e in ogni caso vorrei capire se superano i primi freddi). Paul Krugman dice che hanno ragione e gli editoriali del New York Times confermano, e non importa se non propongono nulla. Altri spiegano che OWS esprime la stessa insoddisfazione dei Tea Party, ma da sinistra, cosa che mi convince.
Questo articolo di Todd Gitlin, leader dei movimenti studenteschi nel 1968, pubblicato oggi dal New York Times è tra i più interessanti che abbia letto. Sostanzialmente dice: sono anarchici.
Mi era piaciuta anche la riflessione di Gad Lerner l’altro giorno su Repubblica.
A un certo punto, Lerner scrive:
«D’un colpo è invecchiata pure la terminologia suggestiva ma generica di Toni Negri sull’”Impero” circondato da “moltitudini” espropriate: un movimento statunitense che si autodefinisce “Occupy Wall Street” esprime ben altro che la protesta delle periferie del pianeta».
Oggi, però, ho letto che Micah White, il direttore del magazine anti consumista Adbusters che per primo ha lanciato l’idea di occupare Wall Street, spiega che il movimento si ispira esplicitamente alle tesi anticapitaliste e alla teoria delle moltitudini elaborate da Toni Negri nel libro "Impero".

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