Camillo - Il blog di Christian Rocca

archivio

Gommalacca/69

This must be the place è una splendida canzone dei Talking Heads e il titolo del nuovo bellissimo e deliziosamente scombinato film di Paolo Sorrentino. Un film immaginifico che affronta il solito tema di tutti i film di Sorrentino, la solitudine umana, con dialoghi divertenti e profondi e una colonna sonora eccezionale. Che sia un classico film di Sorrentino si intuisce dai particolari, a cominciare dalla lacca per capelli usata dal protagonista (così come da Giancarlo Caselli nel Divo), fino alle scale mobili (fondamentali in Le Conseguenze dell’amore) e alle tute da ginnastica (sfoggiate in tutti i film). La seconda metà di TMBTP, altrettanto bella, è un road movie americano alla fratelli Coen.

Sorrentino racconta la storia di una rock star interpretata da Sean Penn e ispirata a Robert Smith dei Cure (e all’acconciatura dello stesso Sorrentino). Cheyenne, leader dei Cheyenne and the Fellows, nome mutuato dal gruppo post punk Siouxsie and the Banshees, si annoia, è più depresso del Divo Giulio e ha un rapporto irrisolto con il padre. Segue esperienza catartica.

Sorrentino gira una meravigliosa scena di un concerto della band di David Byrne (con la bravissima violinista Jenny Scheinmann), impegnata a suonare This must be the place mentre una quinta mobile si avvicina fino a scavalcare i musicisti, costretti a inchinarsi in modo coreograficamente perfetto.
Le canzoni originali sono dei Pieces of Shit, i pezzi di merda, una band che nella finzione chiede a Cheyenne di produrgli il primo disco. Il cantante irlandese Michael Brunnock, nella realtà scovato su MySpace e nel film incontrato da Cheyenne in un centro commerciale mentre suona una cover di Lay and Love di Bonnie “Prince” Billy (vero nome Will Oldham), consegna alla rock star un cd con i brani grezzi, ancora da arrangiare, che Cheyenne ascolterà nel suo viaggio alla ricerca di se stesso. I brani sono di David Byrne e Will Oldham.

Oldham è il riservato alfiere dell’indie folk-rock americano. È appena uscito il suo nuovo disco, a nome Bonnie “Prince” Billy. Si intitola Wolfroy Goes to Town. Bonnie “Prince” Bill è acustico, fragile e gentile come sempre. Quasi come un personaggio di Sorrentino.
Christian Rocca

ricerca

archivi

testata
periodo
feed rss
 

Christian Rocca – © 2002-2011

Credits: Graphic Design & Web Development to Area Web