Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Quei bravi ragazzi


Jeffrey Eugenides (Vergini suicide, Middlesex) è uno dei migliori romanzieri americani. In questi giorni ha pubblicato un nuovo libro, The Marriage Plot, di cui in questo momento si sta parlando molto negli Stati Uniti. Uno dei personaggi è chiaramente lui, Eugenides. Un altro è David Foster Wallace.
E’ la seconda volta in un anno che David Foster Wallace, scrittore di culto, depresso e morto suicida nel 2008, entra dentro un romanzo di un suo amico (l’altro è Freedom di Franzen).
Il New York Magazine (sempre sia lodato) ha pubblicato sul numero in edicola ieri un lungo articolo in cui racconta la storia triste e complicata di un’amicizia e di una rivalità (anche a tennis nei campi su Central Park) fra tre scrittori della stessa generazione, Eugenides, Wallace e Jonathan Franzen, cementata nel 2006 durante un piccolo e familiare festival letterario che si tiene da qualche anno a Capri, Le Conversazioni, organizzato da Davide Azzolini e Antonio Monda.
Gli altri nella foto sono Zadie Smith e Nathan Englander.
Il New York Magazine racconta come i libri dei tre scrittori (e non solo di loro tre) abbiano avuto spesso storie e vite e sorti intrecciate, siano stati scritti nelle stesse condizioni e alla pubblicazione ogni volta abbiano scatenato un misto di felicità e invidia per il successo dell’amico che nessuno dei tre ha mai realmente nascosto.
Chi li conosce, e li ha visti insieme a Capri, sa che in fondo quei tre sono, erano, bambinoni.
«Just kids», è il titolo dell’articolo del New York Magazine.

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