Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Tutto è cominciato con Bork, poi è finita a schifio

Ventiquattro anni dopo la leggendaria bocciatura al Senato della nomina di Robert Bork a giudice della Corte Suprema, il New York Times a firma di Joe Nocera riconosce che le mirabolanti accuse al giudice conservatore erano ingiuste e motivate da ragioni di bassa macelleria politica. Wow. Secondo Nocera il fair play politico americano è finito in quel momento, perché gli accusatori di sinistra di Bork sapevano di dire il falso contro il giudice (memorabile, allora, fu il discorso “Robert Bork’s America” di Ted Kennedy, secondo cui il giudice Bork avrebbe costretto le donne ad abortire clandestinamente nei vicoli). Nocera aggiunge che i democratici, oggi, proprio per questo precedente non possono lamentarsi dell’intransigenza dei repubblicani, anzi farebbero meglio a guardarsi allo specchio. Tutto questo sul New York Times. A firma di un editorialista liberal, uno che aveva definito “terroristi” i Tea Party. Ventiquattro anni dopo.

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