Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Appunti sulla Juventus

Scusate se mi sostituisco, per una volta, al grande Uccellino di Del Piero, ma dopo queste prime partite di campionato, tre delle quali ho visto dal vivo nel nuovo, fantastico, stadio, vorrei fare il punto sulla Juventus.
Antonio Conte mi sembra un ottimo allenatore, il migliore possibile data la situazione e il livello della squadra. Chi lo dipingeva come un maniaco del suo modulo evidentemente non lo conosceva. Conte ha giocato con tre, forse quattro moduli, cambiando di volta in volta in base alle condizioni dei giocatori e degli avversari. Ha dato un gioco e un’anima alla squadra e ci sta facendo divertire. L’intensità contro il Milan e il primo tempo contro la Fiorentina sono stati meravigliosi, anche se abbiamo faticato a metterla dentro. Il punto è esattamente questo. Fatichiamo a chiudere sul 3-0 le partite che dominiamo. Il motivo? Non abbiamo un campione davanti.

Andrea Agnelli ha fatto benissimo a dire quel che bisognava dire su Alessandro Del Piero, liberando Conte dalla comprensibile soggezione nei confronti del capitano. Il risultato si è visto subito: Alessandro Matri in campo, 3 gol in 72 ore e tante occasioni da gol.

La squadra non è da prima fascia, ma Conte è riuscito a trasmettergli una tempra. C’è da dire che dispone di un solo campione assoluto, Pirlo, e di un gruppo di buoni giocatori. Ho visto la squadra giocare con il 4-2-4, con il 4-4-2, con il 4-1-4-1, con il 4-3-3 che può trasformarsi in 4-2-3-1. Mi pare imprescindibile la presenza, oltre che di Pirlo, di Vidal e di Matri. Vidal è quello che dà la forza alla squadra, un’iradiddio che pressa e non molla mai. Vidal è Conte in campo. In più, il cileno sa giocare a pallone, liberando anche Marchisio da compiti soltanto difensivi. Ecco, Marchisio-Pirlo-Vidal è la cosa migliore di questa Juve. Un centrocampo da squadra di primo piano, titolare ovunque tranne che a Barcellona, un centrocampo da Juve vera.

L’altro calciatore imprescindibile è Matri, l’unico in grado segnare con continuità. Altri non ne abbiamo (Del Piero non è ovviamente quello splendido di una volta). Matri è un centravanti vero. Sa fare tutto, vede la porta, segna. Senza di lui i gol non si fanno.
Anche Pepe è decisivo, in particolare nel 4-3-3. E’ un attaccante, ma anche un centrocampista e soprattutto un terzino. In tutte le grandi squadre c’è sempre un giocatore come Pepe, ricordiamoci di Di Livio.

Il punto debole della squadra è l’altro attaccante, Mirko Vucinic. Vucinic naturalmente è buono, fa molte cose eccellenti, ma non è sempre decisivo. Non è un campionissimo, segna poco, spesso è irritante. La sfida di Conte è quella di farlo diventare continuo, freddo, cattivo, un vero campione. Per ora non c’è riuscito.

Non è mai stato provato Quagliarella, un altro che potenzialmente potrebbe essere molto utile in quella posizione. Non è mai stato provato nemmeno il misterioso Elia, tranne 45 minuti scialbi a Catania da esterno sinistro.
In quel ruolo possiamo alternare buoni giocatori, Vucinic e Quagliarella, ma anche Giaccherini, Elia e Del Piero. Ci possono far vincere qualche partita e segnare ma nessuno di loro (a parte Del Piero, ma il Del Piero giovane che purtroppo non c’è più) è il giocatore che ci consente di fare il salto di qualità. Serve un intervento qui. Il giocatore da prendere, naturalmente, era Aguero. Con lui, il primo tempo con la Fiorentina sarebbe finito 3-0 e così altre partite. Ogni volta che vedo il City, con Aguero e lo strepitoso Dzeko sto male al solo pensiero che avrebbero potuto essere i nostri attaccanti per i prossimi 10 anni.

La difesa è migliorata. Lichsteiner, malgrado qualche errore (primo gol del Bologna), è il miglior terzino destro in circolazione in Italia, uno capace anche di attaccare. Ottimo acquisto. Barzagli non mi è mai piaciuto fino in fondo. Ai tempi del Palermo ricordo che faceva sempre far gol al centravanti, facendosi sempre anticipare. Ora sta giocando molto molto bene ed è decisamente il migliore (con la Fiorentina è stato strepitoso), anche se almeno una volta a partita si distrae e prendiamo il gol. Bonucci e Chiellini sono in confusione. Vanno recuperati. Chiellini recupererà, con Bonucci sarà più difficile. Servirebbe un centrale molto forte, veloce, soprattutto veloce, e capace di giocare con la palla. Serve anche una riserva sulla fascia destra.

Nel caso Conte continuasse a giocare col centrocampo a tre servirebbe qualche altro centrale di centrocampo: Pazienza e Marrone sono troppo poco, in particolare quando arriveranno squalifiche e infortuni. Conte può sempre cambiare modulo e tornare a giocare sulle fasce, in teoria la sua specialità. Ma finora non hanno funzionato proprio le fasce, da qui la scelta del 4-1-4-1 e del 4-3-3.

Finora sulle fasce hanno funzionato soltanto Pepe e Giaccherini. Estigarribia sembra volenteroso, ma ancora gracilino. Elia non c’è e non si capisce quale sia il motivo. Se non gioca perché non è adeguato, meglio venderlo subito. Krasic è un contropiedista, ma serve poco giocando con il possesso palla e contro le difese schierate. In attacco andrebbero venduti gli esuberi Amauri, Iaquinta, Toni e forse anche Quagliarella, visto che non gioca. Se si vendessero anche Krasic ed Elia (visto che non gioca), entrambi con una buona valutazione di mercato, si troverebbero i soldi per prendere un super campione davanti. Ma chi? A me non è mai piaciuto Tevez, ma forse è il caso di prenderlo visto le difficoltà a Manchester. Credo che sia decisamente migliore dei nostri. Ci potrebbe aiutare a fare un salto di qualità e contribuire con Matri a segnare. Ci sono altri campionissimi disponibili? L’Andersen dell’Ajax, forse. E poi? Non lo so.

Riepilogando: servono un super campione davanti, da affiancare a Matri, un centrale di difesa migliore di quelli che abbiamo già e un paio di buone riserve tra centrocampo e difesa. L’ideale sarebbe prendere anche un centrocampista di fascia molto forte e, del resto, prima ancora dell’inizio del campionato ho scritto che ci servivano Nani e Aguero e Sanchez per diventare una super squadra.

La priorità però è il campione vero, davanti. Vendendo Krasic, Elia, Amauri, Iaquinta, Toni e Quagliarella (e risparmiando sul loro stipendio) i soldi ci sarebbero. Forza, dài.

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