Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

A che punto è Obama?


Mark Halperin, su Time in uscita domani, sostiene che se le elezioni americane si tenessero oggi il ticket Obama-Biden non riuscirebbe a ottenere i 270 voti elettorali necessari per restare alla Casa Bianca. Secondo il columnist di Time, Obama è indietro in Florida e Virginia e parecchio in difficoltà in Ohio. Ma è così? Sì, è così. Obama è in difficoltà, oggi. Ma quando comincerà il faccia a faccia con il candidato repubblicano (sarà Romney, se le cose restano tali e quali) Obama riguadagnerà punti. Il cambio in corsa con il fiacco Biden, magari con Hillary (che smentisce), gli potrebbe fare comodo, da qui il grande (e meritato) soffietto a Hillary su Time.
Il punto per Obama non è il candidato avversario, che sarà comunque debole. Il punto è la situazione economica negativa, nonostante il +2,5% di pil annunciato oggi, e soprattutto il tasso di disoccupazione. Sui soldi (anche da Wall Street) Obama è in vantaggio. Obama però non potrà contare, come sottolinea Halperin, su quella grande coalizione di liberal, indipendenti, interessi imprenditoriali e stampa molto amichevole che lo elesse nel 2008. Quella coalizione irripetibile è saltata. I repubblicani hanno come migliore alleato il sistema elettorale: la partita come al solito si giocherà stato per stato e, in particolare, su Florida e Ohio. Se Obama perde lì, e non mantiene Virginia e Indiana, come sostiene Halperin, il presidente sarà un altro. Tutto ciò fa di Obama, come dice lui stesso, l’underdog, il candidato che parte svantaggiato alle prossime elezioni?
No, per me no. Il candidato da battere è sempre lui.

ricerca

archivi

testata
periodo
feed rss
 

Christian Rocca – © 2002-2011

Credits: Graphic Design & Web Development to Area Web