Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Riuscirà Berlusconi a mantenere le promesse contenute nella lettera all’Ue?

Diciamo che non credo che il Cavaliere abbia improvvisamente, al quindicesimo tempo supplementare, abbracciato in modo convincente l’Agenda Giavazzi-Alesina come sembra timidamente confermare l’ormai famosa lettera-documento all’Unione Europea. Lo spero, ma non ci credo. E’ ovvio che quella sia la direzione giusta, ma è decisamente meno scontato che questo governo e questa maggioranza slim abbiano la forza e la volontà e la capacità di percorrere interamente il tragitto necessario. Vedremo. Mi chiedo, però, perché Berlusconi sia arrivato in queste condizioni, sull’orlo della caduta rovinosa del paese, ad assumere un tipo di impegni che peraltro sono nelle sue corde, avendoli promessi già nel 1994. Già solo questo, anche ammesso che poi queste cose (pensioni, articolo 18 e altro) le realizzi davvero, dimostra l’inadeguatezza della sua leadership e della sua maggioranza. E’ da inizio dell’anno che qualcuno gli dice all’orecchio, ma forte e chiaro, di dare una svolta sviluppista alla politica economica del paese, la famosa proposta di potente frustata all’economia di cui lo stesso Berlusconi si fece latore con un articolo al Corriere della Sera. E invece niente. Niente nemmeno in estate. Niente nemmeno al primo richiamo dell’Unione europea. Zero ai primi attacchi dei mercati, alle prime ubbìe delle grandi banche internazionali. Il nulla di fronte ai primi bau di Bossi e Tremonti. Cinque manovre decliniste, una dietro l’altra, condite da gaffe, contraddizioni e ridicolaggini, ma soprattutto incapaci di cogliere al balzo l’opportunità regalata dalla crisi. Rahm Emanuel, per conto di Obama, diceva che non bisogna «mai sprecare una crisi, perché dà l’opportunità di fare grandi cose». Ecco, quest’estate Berlusconi la sua occasione in zona cesarini l’ha sprecata. Non ha fatto le grandi cose necessarie, e nemmeno cose piccole (tranne l’articolo 8). Il governo l’occasione l’ha sprecata per mesi, fino alla lettera-documento presentata ieri sera al vertice europeo. Ora, forse, ci siamo. Forse. E solo a parole. I conservatori di destra e sinistra, dalla Lega ai sindacati agli attuali dirigenti del Pd, si sono subito mobilitati. Vediamo se Berlusconi, per una volta, farà seguire i fatti alle parole. Vediamo.

ricerca

archivi

testata
periodo
feed rss
 

Christian Rocca – © 2002-2011

Credits: Graphic Design & Web Development to Area Web