Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Toh, alla Leopolda c’era l’Irving Kristol italiano

Sono rimasto basito ad ascoltare Alessandro Baricco alla manifestazione della Leopolda di Matteo Renzi. Baricco è uno degli intellettuali di riferimento del mondo liberal italiano, acclamato, rispettato e ammirato anche se non lo si è mai visto partecipare ai reading kantiani di Umberto Eco, agli oratori di Marco Travaglio o ai post-it del suo giornale (o forse, alla lunga, proprio per questo). Sul palco della Leopolda, lo scrittore ha raccontato il fallimento politico della sua generazione, partita con le idee più meravigliose del mondo ma diventata perdente e conservatrice perché incapace di generare dinamismo nel paese, di parlare di meritocrazia nella società, di creare una classe dirigente credibile. Non fate come noi, ha detto Baricco. Non giocate in difesa, non aspettate le mosse degli altri. In un crescendo stevejobsiano, Baricco ha elegantemente inveito contro la sinistra che prova a vincere sempre e solo a tavolino, mai per meriti suoi e non volendo riconoscere che anche gli altri a volte possono vincere perché più bravi (a molti, in quel preciso momento, è venuta un’infiammazione renale). «La sinistra è diventata conservativa», ha detto Baricco con un certo vezzo. «Non commettete lo stesso errore».
Abbiamo il nostro Irving Kristol, un liberal mugged by reality (assalito dalla realtà).

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