Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Ce la farà Obama? Brutte notizie dal New York Times

Nate Silver è un celebre giornalista statistico che nel 2008 si è fatto un nome grazie al blog super liberal FiveThirtyEight.com. Da qualche tempo è stato assunto al New York Times per fare la stessa cosa: prevedere i risultati elettorali. Sulla copertina del numero del magazine del New York Times in edicola domenica prossima, Silver ha scritto l’articolo fondamentale per capire, dati alla mano, se Barack Obama ce la farà o meno a essere rieletto il prossimo anno.

La partita si giocherà fino all’ultimo voto dell’ultimo Stato in bilico, ma Silver tende a pensare che Obama sia destinato a perdere contro Mitt Romney se la situazione economica restasse simile a quella attuale.

Ci sono da considerare tre fattori, scrive Silver, intanto la scelta del candidato repubblicano, perché se fosse Rick Perry Obama avrebbe molte più chance di rielezione; poi la situazione economica a novembre del 2012 e, infine, il gradimento del presidente al momento del voto. Silver ha individuato quattro scenari possibili:

"CASE STUDY NO. 1: ROMNEY AND STAGNANT ECONOMY
"Obama approval rating in November 2011: 43%
"G.D.P. growth in 2012: 0%
"Probability of winning the popular vote: Romney: 83%, Obama: 17%

"CASE STUDY NO. 2: ROMNEY AND IMPROVING ECONOMY
"Obama approval rating in November 2011: 43%
"G.D.P. growth in 2012: 4%
"Probability of winning the popular vote: Romney: 40%, Obama: 60% …

"CASE STUDY NO. 3: PERRY AND IMPROVING ECONOMY
Obama approval rating in November 2011: 43%
"G.D.P. growth in 2012: 4.0%
"Probability of winning the popular vote: Perry: 17%, Obama: 83% …

"CASE STUDY NO. 4: PERRY AND STAGNANT ECONOMY
"Obama approval rating in November 2011: 43%
"G.D.P. growth in 2012: 0% "
Probability of winning the popular vote: Perry: 59%, Obama: 41% …

Se l’avversario di Obama fosse Romney, come è molto probabile, e l’economia restasse ai livelli attuali con un indice di gradimento del presidente al 43% (più o meno quello di oggi), Romney vincerebbe a mani basse il voto popolare (e presumibilmente otterrebbe anche la maggioranza dei grandi elettori).
Obama, secondo lo statistico del New York Times, avrebbe soltanto il 17 per cento di probabilità di ottenere la maggioranza dei voti.

Se, invece, nel 2012 ci fosse un aumento del prodotto interno lordo intorno al 4 per cento, incremento difficile ma non impossibile, Obama avrebbe il 60 per cento di possibilità di farcela, contro il 40% di Romney, e la partita si giocherà all’ultimo stato.
Gli scenari 3 e 4 riguardano la sfida alternativa Obama-Perry. Se l’economia restasse al palo, anche Perry potrebbe battere Obama (59% a 41%), mentre nel caso di aumento del prodotto interno lordo del 4 per cento Obama avrebbe l’83 per cento di probabilità di essere rieletto.

Lo scenario numero 2, secondo me, è il più probabile. La sfida sarà all’ultimo voto e potrà essere decisa, oltre che dai dati forniti da Silver, anche da chi dei due candidati risulterà più ottimista, più credibile, più presidenziale. Su queste tre cose, Obama ha un enorme vantaggio su Romney.

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