Camillo - Il blog di Christian Rocca

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Gommalacca/74

Finalmente è uscito il disco di una rock star annunciata e mai sbocciata. Il New York Times di qualche giorno fa ha salutato con enfasi ed emozione la pubblicazione di Texas Guitar Legend di un tal Rocky Hill.
Ma chi diavolo è Rocky Hill?
Il giornale spiega che è un chitarrista blues morto nel 2009 a 62 anni, senza aver lasciato traccia. Sconosciuto ai più e autore di un paio di dischi degni di nessuna nota. Eppure tra i pochi e tenaci officianti del suo culto, è «il più grande chitarrista che non avete mai sentito nominare», capace di una tecnica innovativa, fisica e potente con cui fletteva le corde della chitarra. Nel 1979, Rolling Stone lo ha definito «la leggenda del Texas», raccontando le tendenze autodistruttive del chitarrista di Houston. L’articolo di Rolling Stone parlava di un disco registrato nel 1977, ma non ancora pubblicato, che certamente lo avrebbe lanciato nel firmamento del rock mondiale. Quel disco non è mai uscito e il mito di Rocky Hill non ha superato i confini del Texas a causa dei soliti problemi di droga e alcol. Trentaquattro anni dopo, il produttore di quell’album ha deciso di ripescare i nastri e di pubblicarli. John Lomax III ha detto al Times che nel 1977 era certo che Hill partecipasse allo stesso campionato di Eric Clapton, Jeff Beck, Jimmy Page. Rocky Hill, in realtà, si sentiva un avversario ideologico di Clapton, perché non amava la versione contaminata del blues di cui Clapton era l’alfiere. Hill era uno studioso serio del blues delle origini e non sentiva il bisogno di arrivarci attraverso il blues britannico.
Procuratevi Texas Guitar Legend: è il più fantastico disco blues che non avete mai ascoltato suonato dal miglior chitarrista blues che non avete mai sentito.
Christian Rocca

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