Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Ma Buttafuoco i suoi libri li ha mai letti?

Pietrangelo Buttafuoco è un caro ragazzo, per quanto orgogliosamente (ma io ho sempre sperato "artificialmente") nazista, sciita ed ex coinquilino di Italo Bocchino. Questa mattina ho lasciato a metà il suo maleodorante articolo, e con l’articolo anche il Foglio che lo ospitava, a proposito del libro di Gianni Riotta che non ho ancora letto. Il libro di Riotta e Riotta medesimo potranno non piacere. Figuriamoci, non siamo in una teocrazia islamista né nel Reich delle Due Sicilie. Ma chiunque avesse superato la quinta elementare, forse anche a Brema nel 1938 o a Karachi adesso, sarebbe stato capace di argomentare meglio le proprie critiche, anche avvalendosi di disegnini. Non è il caso di Pietrangiluzzu, persona svelta che conosco da molto più tempo di quanto conosca Riotta. La cosa più imbarazzante del suo articolo, perché alla fine l’effetto è soltanto comico, è quando per due colonne chiede ossessivamente in che mani sia finita l’editoria italiana, e in particolare la Mondadori, per aver pubblicato il libro di Riotta. Ora, va bene tutto, ma mi chiedo sinceramente se Pietrangelo abbia mai letto i suoi stessi libri scritti in dolce stil nazi, peraltro editi dalla medesima Mondadori (uno, invece, è edito da Franco Freda). Evidentemente no. E forse non li leggono nemmeno i suoi editori, altrimenti in natura resta inspiegabile la pubblicazione del grottesco, ma in realtà stomachevole, saggio sull’Occidente di due anni fa. Pietrangelo probabilmente non sa che i suoi stessi amici, tra cui io, non sono riusciti nemmeno ad aprirli quei libri. Non sa che i suoi amici si vergognano anche solo di averli in casa quei libri. Si «ver-go-gna-no». Si vergognano per lui, naturalmente.

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