Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Il New York Times ancora contro i «tecnocrati»

Ieri è tornato sul tema dei tecnocrati europei che promettono stabilità a danno della democrazia, il columnist conservatore Ross Douthat. Secondo Douthat che Berlusconi e Papandreu non ci siano più è un bene, «ma per i cittadini di Italia e Grecia che hanno visto i loro governi democraticamente eletti abbattuti dalle pressioni dei finanzieri, dai burocrati dell’Unione europea e dai capi di stato stranieri», la realtà è molto simile a quella immaginata nei più foschi complotti. Torna sull’argomento, ancora una volta, Paul Krugman. Nel suo editoriale di oggi, l’economista Premio Nobel sostiene che i tecnocrati di cui si parla tanto in questi giorni in realtà non sono tecnocrati, magari lo fossero, ma sono inguaribili romantici, noiosi e anche crudeli. Gente che prova a convincere gli europei ai sacrifici in nome di un’idea e di una visione, quella della moneta unica, che per come è stata creata era ovvio che non avrebbe potuto funzionare. Così dice Krugman, tornando a prendere di mira Mario Draghi. Krugman insiste: l’unico modo per fermare la crisi finanziaria è trasformare la BCE in lender of last resort.

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