Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Newt Hampshire


Il nuovo numero due della corsa repubblicana alla presidenza è il vecchio Newt Gingrich. Le sue possibilità sono basse contro Mitt Romney, bassissime contro Obama. Però è vero che alle primarie repubblicane lui possa pescare tra gli elettori dei Tea Party e nella destra religiosa, senza alienare del tutto l’establishment del partito. In Iowa (3 gennaio) potrebbe fare bene, anche se continuo a pensare che si dividerà i voti con Perry, Bachmann e Cain, favorendo così Romney. In New Hampshire (10 gennaio) Romney deve vincere. Siamo a un passo da casa sua, ha investito molti soldi e gli elettori del NH sono i più vicini alla sua proposta tecnocratica. Se Romney non dovesse farcela in NH, ma credo sia impossibile che perda, allora la partita si apre. Soprattutto per Gingrich. Che ieri ha ottenuto l’endorsement dell’Union Leader, uno dei giornali più importanti dello Stato. Ma dal 1972 in poi l’Union Leader ha scelto soltanto due volte il candidato che poi effettivamente ha ottenuto la nomination: Reagan nel 1980 e McCain la scorsa volta. Dunque soltanto uno dei preferiti dal giornale poì è diventato presidente. L’Union Leader aveva scelto Reagan anche nel 1976, poi ha sostenuto gli improbabli DuPont (nel 1988), Pat Buchanan (sia nel 92, sia nel 96) e Forbes nel 2000.

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