Crisi, ma perché ci occupiamo d’altro?
C’è ancora qualcosa che non mi torna. Le dichiarazioni di Mario Draghi, ieri, a proposito di un intervento più deciso della BCE nella crisi (non ancora da lender of last resort, ma in quella direzione) era l’apertura dei giornali online americani e zero in Italia. Questa mattina i giornali italiani hanno concesso mezza pagina alle dichiarazioni di Draghi, ma senza caricarne eccessivamente il peso (eccezioni: il Sole che ha raccontato la cosa molto avanti nella foliazione e l’editoriale di Eugenio Scalfari). Il New York Times, invece, fa il primo editoriale del giornale su questo, spiegando ancora una volta che il punto centrale è la Banca Centrale Europea che non fa il suo mestiere di banca centrale come la Fed. Paul Krugman, poi, insiste che il problema non è l’eccessiva spesa pubblica e che anzi l’austerità di cui continuano a parlare i leader europei porterà alla fine della moneta unica. Il Wall Street Journal dedica un grande articolo e un editoriale. Noi invece ci occupiamo di altro, di austerità, di beghe interne, di sottosegretari, di Bruno Vespa. Mah.
(Qui, nei giorni scorsi, avevo avanzato un’ipotesi)
