Camillo - Il blog di Christian Rocca

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Gommalacca/77

Si avvicina la fine dell’anno. Prima di compilare il listone con i migliori dischi del 2011, ci sono da segnalare alcuni album straordinari che colpevolmente questa rubrica ha trascurato. Il primo è The Rip Tide dei Beirut, un disco tra i più belli degli ultimi tempi. I Beirut sono un ensemble di Santa Fe che mescola chansonnier francesi con pop americano e sonorità balcaniche. Il leader del gruppo, Zach Condon, di anni 27, suona la tromba e l’ukulele. Gli altri suonano violoncelli, fisarmonica, chitarra, mandolino, batteria, violino e sax. Nel 2007 i Beirut hanno fatto un botto con The flying club cup, il secondo disco. Ma il capolavoro è The Rip Tide, uscito quest’estate in America. Il sound ha meritoriamente perso alcune delle più stucchevoli influenze straniere ed è diventato un irresistibile, riconoscibile e tipico marchio alt-country dei Beirut. Il disco ha un solo difetto, dura poco (34 minuti), quando in realtà si vorrebbero ascoltare all’infinito i melodici giochi d’artificio dei fiati e degli archi. Il secondo disco è della nuova band di Noel Gallagher: gli High Flying Birds. Uscito a metà ottobre con il titolo Noel Gallagher’s High Flying Birds, in realtà è un fantastico album degli Oasis. Forse tra i più riusciti della band dei fratelli Gallagher. Noel ne era l’anima musicale, Liam il frontman. In una formidabile intervista al New York Times, Noel ha detto che non crede più che gli Oasis siano al settimo posto della top ten delle migliori band di sempre, subito sopra gli Smiths: «Quella lista è stata compilata sotto l’effetto dell’alcol. Avevo messo gli Oasis dopo Beatles, Sex Pistols, Rolling Stones, gli Who, non mi ricordo mai chi c’era al numero 5, forse i Kinks, non ricordo il 6, poi noi». Da sobrio, è certo che gli Oasis si piazzino tra i primi 20 e spiega perché la band simbolo della seconda british invasion non abbia avuto in America il successo che meritava: al primo tour negli Stati Uniti, suo fratello Liam non si è presentato. «In realtà Liam era venuto in aeroporto – ha detto Noel – ma ha ricevuto una telefonata di sua moglie che gli esprimeva il bisogno di comprare una casa, e se n’è andato. Non si capisce perché non l’abbiano acquistata nei tre mesi precedenti. Il risultato fu che al primo concerto in America, con sedicimila persone paganti, il cantante del gruppo non si è presentato. Siamo morti lì e non ci siamo più ripresi. Questo è rock ‘n’ roll. Johnny Rotten non avrebbe mai comprato un appartamento alla vigilia del tour americano. E nemmeno Keith Richards o John Lennon. Non lo perdonerò mai di non averci fatto diventare grandi in America. Va detto, però, che ha davvero comprato una bella casa». Christian Rocca

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