Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Casa Hitchens


Carol Blue e Christopher Hitchens, foto di Annie Leibovitz, 1990
Una mattina del 2005, non proprio di mattina prestissimo, mi pare a mezzogiorno, andai con Stefano Pistolini a intervistare Hitchens a casa sua a Washington per un documentario poi andato in onda su La7. Il portiere del bel palazzo di Kalorama ci fece salire. Arrivati davanti all’interno di casa Hitchens, suonammo. Non rispose nessuno. Risuonammo. Niente. Non c’era o avevamo sbagliato numero? Uno di noi rimase alla porta, l’altro scese nella lobby per controllare con il portiere che l’interno fosse quello giusto. Era quello giusto. Riprovammo, niente. Ancora niente. Provammo a chiamare il numero di casa. Lo sentimmo suonare da dietro la porta, ma nessuno rispose. Non so quanti minuti fossero passati, un’eternità. Fummo sul punto di andarcene. A un certo punto, oplà, la porta si aprì. Ci accolse una splendida signora, visibilmente assonnata, avvolta da un’enorme pelliccia di non so quale animale pregiato e se non ricordo male anche con un colbacco in testa. Era Carol Blue, la moglie di Hitchens. Ci fece accomodare, poi sparì. Dopo un po’ arrivò Hitchens, gentilissimo. Si era svegliato da pochi secondi. Ci offrì da bere e iniziammo a parlare tra libri adagiati per terra e vecchie foto in bianco e nero incorniciate, ma non appese. Hitch ci fece molti complimenti perché, a differenza di una troupe danese che aveva ospitato qualche settimana prima per l’ennesima intevista, sembrava che noi non gli stessimo rigando il parquet con le telecamere e le attrezzature. Molto borghese, pensai.
Hitch e io ci sedemmo intorno a un piccolo tavolino di legno e marmo, per l’intervista. Sul tavolo c’erano bicchieri, posacenere e taccuino. Hitch disse cose geniali, naturalmente. Parlò per un paio d’ore. A un certo punto, purtroppo non in favore di telecamera, Carol Blue iniziò a fare avanti e indietro per il salotto, tra la zona notte e la cucina, senza la pelliccia mostrata all’ingresso ma con il corpo fasciato da un telo da bagno e con un asciugamano a raccoglierle i capelli. La scena era surreale. Mister Hitch fumava e beveva, seduto a un tavolino bohemien come in un bistrot della rive gauche, ma molto attento alle condizioni del parquet. La signora Hitch invece sfilava in punta di piedi, come una regina appena uscita da una Spa. Casa Hitchens.

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