Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Iraq

Obama sta correndo un grosso rischio in Iraq. Non è riuscito a ottenere il via libero iracheno per far rimanere le truppe Usa in Iraq oltre il termine di rientro stabilito nel 2008 da Bush e Maliki, probabilmente anche perché non si è impegnato molto. Se le cose andranno bene, ne raccoglierà i frutti. In caso contrario saranno dolori. Il giorno dopo la cerimonia di chiusura della guerra in Iraq, in realtà chiusa da molti anni, il premier sciita al Maliki ha emesso un mandato di cattura nei confronti di un vicepresidente sunnita che si è rifugiato nel Kurdistan. Ora Maliki minaccia i curdi e si prepara a nominare nuovi ministri al posto di quelli sunniti che per protesta non partecipano più alle riunioni. Insomma, 24 ore dopo la partenza degli americani, il governo di unità nazionale protetto dai tank americani non regge più. E sono ricominciati gli attentati. Il prossimo passaggio politico iracheno potrebbe consolidare la pratica democratica del paese oppure alimentare pericolosamente le divisioni interne. Nel primo caso, Obama avrà avuto ragione. Nel secondo caso, sarà il responsabile.

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