Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Nel paese del sangue e del miele

Correte a vedere Nel paese del sangue e del miele, senza aggrottare il sopracciglio sul nome della sceneggiatrice e regista e senza sbuffare preventivamente per un film recitato in serbo. Non è roba da cineforum, tranquilli. Nel paese del sangue e del miele è un film vero, con personaggi e attori credibili, con storie appassionanti e ben raccontate e con una tensione narrativa capace di tenere incollati alla poltrona.

Angelina Jolie ha scritto e diretto un gran bel film sulla tragedia della Bosnia, senza paura di dire le cose come stanno, senza scadere nella logica del politicamente corretto (i cattivi sono i serbi e in seconda battuta il mondo occidentale che ha consentito ai serbi di compiere indisturbati la pulizia etnica).

Un film che è un manifesto del disastro umanitario creato non della guerra, ma dal non intervento della comunità internazionale o di chi potrebbe fermare anche con le maniere forti, soprattutto con le maniere forti, la barbarie in corso. Come ha spiegato Obama, ritirando il premio Nobel per la Pace, a volte per ottenere la pace serve fare la guerra.

Una delle grandi conquiste della fine del secolo scorso – ottenuta dopo aver pagato un prezzo incredibilmente alto di sangue in Ruanda e nell’ex Jugoslavia – è stata la consapevolezza occidentale del dovere di ingerenza umanitaria e del diritto di intervento anche preventivo per fermare genocidi, massacri, pulizia etnica e religiosa. Il film di Angelina Jolie ce lo ricorda.

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