Cin-Cin, al Comune di Milano si sono bevuti il cervello
Se fossi un milanese privilegiato che vive dentro la Cerchia dei Navigli scenderei in piazza contro l’incredibile e illiberale limitazione a 40 accessi auto l’anno da e per casa mia, stabilita da quei geni dotati dello Spirito della Statale.
Ma sono pazzi? Capisco limitare il traffico e far pagare (un’altra) tassa per la circolazione in centro ai noi poveracci che viviamo fuori (ironia, sia sul “capisco”, sia sul “noi poveracci”), ma come si fa a vietare, o a far pagare, l’accesso alla propria casa?
Ma non esiste più la proprietà privata? E un’opposizione?
Mi rendo conto che in tempi di demagogia sulla casta e su Occupy Wall Street non sia molto sexy denunciare i soprusi subiti da chi vive in Via Montenapo (ironia), ma nel caso quelli di Via Montenapo decidessero di scendere in piazza per difendere il loro inviolabile diritto di accesso al proprio attico io mi unirei certamente a loro (non ironia).
