Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Libertari che dicono che Ron Paul non è libertario

Ed Crane, presidente del Cato Institute, il principale centro studi libertario d’America, ha scritto un articolo sul Wall Street Journal per lodare gli aspetti liberisti del programma di Ron Paul, soprattutto i tagli alla spesa pubblica, ma sottolinea chiaramente come gli aspetti controversi di Ron Paul non appartengano alla cultura libertaria (l’avevo scritto qui). Crane non fa finta di niente, non si volta dall’altra parte, non sminuisce e non giustifica. Sostiene che quelle cose non sono libertarie, detto dal presidente del principale think tank d’area (e già molto estremista di suo) qualcosa vorrà dire: Ecco il brano riportato da Crane sul Wsj e pubblicato dal Cato quando sono emerse per la prima volta le newsletter della vergogna a nome Ron Paul: “Those words are not libertarian words. Maybe they reflect ‘paleoconservative’ ideas, though they’re not the language of Burke or even Kirk. But libertarianism is a philosophy of individualism, tolerance, and liberty. As Ayn Rand wrote, ‘Racism is the lowest, most crudely primitive form of collectivism.’ Making sweeping, bigoted claims about all blacks, all homosexuals, or any other group is indeed a crudely primitive collectivism. Libertarians should make it clear that the people who wrote those things are not our comrades, not part of our movement, not part of the tradition of John Locke, Adam Smith, John Stuart Mill, William Lloyd Garrison, Frederick Douglass, Ludwig von Mises, F. A. Hayek, Ayn Rand, Milton Friedman, and Robert Nozick. Shame on them.”

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