Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Bill Kristol su Ron Paul e la politica estera dei repubblicani

Bill Kristol crede che il fenomeno di Ron Paul sia sopravvalutato, soprattutto sulle questioni di politica estera e di sicurezza nazionale. Ecco che cosa mi ha detto, su questo punto, stamattina a colazione:
«Comunque andrà a finire stasera, l’80 per cento degli elettori dell’Iowa non sta con lui. Ron Paul piace molto per il radicalismo sui temi economici, ma le sue posizioni di politica estera sono una minoranza nel partito. La gente che vota per gli altri candidati, per Romney, per Santorum, per Gingrich, per Perry, per Bachmann, è favorevole a una politica di sicurezza nazionale sulla linea tradizionale Reagan-Bush. Credo quindi che Ron Paul che sia sopravvalutato.
Non c’è un movimento isolazionista in crescita nel partito repubblicano. Tutti gli altri candidati sono ancora più falchi di Bush, sull’Iran, sul pericolo dell’islamismo radicale. Credo che il vero test sulla presenza o meno di un’ala isolazionista, o anche solo realista, sui temi dell sicurezza nazionale sia la candidatura di Jon Huntsman. E abbiamo visto che non c’è.
Se quattro anni fa, dopo otto anni di Bush e le difficoltà in Iraq, mi avessero detto che oggi il conservatorismo americano sarebbe stato così internazionalista, così intervista, così neoconservatore, sarei rimasto davvero sorpreso. Quindi da neoconservatore sono soddisfatto. E anche Obama, in verità, non è esattamente un presidente genere colomba e pacifista».

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