Camillo - Il blog di Christian Rocca

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Gommalacca/80

ll rock non è morto. C’è ancora. Grazie a two dudes from Akron, Ohio. I due compari di Akron, ora di stanza a Nashville, sono il chitarrista Dan Auerbach e il batterista Pat Carney. Si chiamano The Black Keys. Suonano rock, blues, sono una vera garage band. El Camino è il loro ottavo album, il migliore. Piacciono a Thom Yorke dei Radiohead, a Robert Plant e a Rod Stewart. Sono una versione glam, cool, alla moda delle grandi rock&blues band di un tempo. Chitarre distorte, batteria martellante, testi su donne e motori. È vintage rock. Una versione hipster dei Led Zeppelin, con battiti di mani e cori femminili. I Black Keys collezionano premi, entusiasmano i critici, stupiscono negli show televisivi, da David Letterman, a Steve Colbert, al Saturday Night Live. Suoneranno a Milano il 30 gennaio, all’Alcatraz. Non ve li lasciate sfuggire. I due dudes si fanno accompagnare da amici e turnisti e sono aiutati dal produttore Danger Mouse, quello che assieme a Daniele Luppi ha firmato il disco new spaghetti western intitolato Rome. Danger Mouse è un mago dei suoni super cool, forse troppo, uno che fa storcere il naso ai puristi del blues. Basta pronunciare il suo nome per far partire subito l’accusa: ecco, i Black Keys si sono venduti, hanno rinnegato le radici, sono quaqquaraquà come tutti gli altri. Eppure i Black Keys restano l’ultima rock band della nuova generazione, quella avviata e consumata nel giro di una stagione dai White Stripes, dagli Strokes, dagli Hives e dai Vines. Sono arrivati dopo, ma di fatto sono rimasti soltanto loro. El Camino è uscito a inizio dicembre per la Nonesuch, ormai da tempo la più interessante delle etichette discografiche americane. Il suono delle undici canzoni, una più bella dell’altra, è retrò grazie a Danger Mouse. Spesso si sentono soltanto la chitarra e la batteria dei due titolari, poi arrivano i cori, infine organi e sintetizzatori capaci di adattare il rock blues inglese degli anni Sessanta alla scena indie moderna. From Akron to Nashville, passando dalla Gran Bretagna. Christian Rocca

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