Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

La risposta di Mitch Daniels a Barack Obama (e agli altri repubblicani)

Non è bello, non è alto, non ha un taglio di capelli da competizione, è addirittura meno emozionante di Mitt Romney. Nessuno, a Hollywood, sceglierebbe un tipo come lui, con quella vocina, per il ruolo di presidente degli Stati Uniti. Eppure, ad ascoltare il serioso contro discorso sullo Stato dell’Unione di ieri sera, si capisce perché Mitch Daniels sarebbe il miglior candidato repubblicano alle presidenziali di novembre (come da tempo dice, anche al Sole, Bill Kristol).
Charles Krauthammer, ascoltatissimo editorialista conservatore, ha detto che non si era mai sentito un contro Stato dell’Unione di questo livello. Joe Trippi, manager politico Democratico, conferma. Anche commentatori super liberal, come Josh Marshall, ribadiscono che c’è un divario netto tra Daniels e le cose che si sentono nella campagna delle primarie repubblicane.
Profilo alto, unità nazionale, nessuna concessione retorica e populista, ma fermo e deciso e con il focus sul problema principale: il debito («a Niagara of debt»), la crescita del settore privato e il rafforzamento del safety net per chi non ce la fa. Daniels ha snocciolato proposte per uscire dalla crisi e una visione radicalmente diversa rispetto a quella di Obama, ma da avversario rispettoso, non da nemico.
Il discorso di Daniels si può leggere qui, compresi gli elogi e l’ammirazione  nei confronti del presidente (per aver ucciso Osama e per il modello positivo che la famiglia Obama rappresenta per l’America). Soprattutto con la netta differenza di analisi sulla situazione economica (Obama pensa che stiamo uscendo dalla crisi, Daniels no) e con una diversità programmatica sui modi per uscirvi, senza lotte di classe, senza aumenti di tasse, semmai con la riduzione dei privilegi fiscali per i più ricchi. I cambiamenti al sistema sanitario e pensionistico – ha detto Daniels – sono dolorosi, ma necessari: promettere che non cambierà nulla, è una promessa che non potrà essere mantenuta. «Siamo tutti nella stessa barca».

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