Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Un loffio è un loffio è un loffio

Frank Rich ha una teoria interessante, ma alquanto scivolosa, su Mitt Romney. L’opinionista super liberal del New York Magazine spiega l’ormai leggendaria assenza di passione del candidato repubblicano con una specie di necessità personale di dissimulare, moltomsimile alla taqiyya islamica
(da Wikipedia: taqiyya indica, nella tradizione islamica, la possibilità di nascondere o addirittura rinnegare esteriormente la fede, di dissimulare l’adesione ad un gruppo religioso e di non praticare i riti obbligatori previsti dalla religione islamica per sfuggire a una persecuzione o a un pericolo grave e imminente contro se stessi a causa della propria fede islamica).

Rich non è così esplicito nella sua analisi, ma sostiene che Romney sia costretto a mostrarsi come un uomo senza convinzioni per evitare di esprimere le sue vere passioni in linea con il credo mormonico, un’eventualità che lo danneggerebbe moltissimo perché buona parte degli americani considera i mormoni come appartenenti a una setta.

Il ragionamento di Rich sembra avere senso, ma da un raffinato intellettuale liberal ci si aspetta un’articolazione di pensiero meno bigotta rispetto a quella degli odiati Tea Party o di Sarah Palin. Invece c’è poca differenza tra chi, a destra, accusa Obama di essere un agente segreto del socialismo, cresciuto a pane, anticolonialismo terzomondista e militanza radicale di scuola Saul Alinski, e chi, come ora Rich, spiega con il fare circospetto di chi la sa lunga che Romney non è loffio perché è loffio, ma perché furbescamente vuole nascondere agli americani i suoi veri ideali, dettati nientedimeno che dalla pericolosissima religione mormone.

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