Camillo - Il blog di Christian Rocca

archivio

Gommalacca/84

Sul mio iTunes ci sono 7 versioni di Summertime, l’aria simbolo di Porgy and Bess, la celeberrima american folk opera di George Gershwin che racconta la vita anni 30 degli afroamericani a Charleston, in South Carolina. Ci sono gli immancabili 11 minuti di John Coltrane, la classicissima interpretazione di Billie Holiday, una versione di Sam Cooke che fa rivivere l’era delle marce per i diritti civili, un’edizione eterea dei Twilight Singers, un adattamento trip-hop dei Morcheeba, la variante di Joshua Redman con Brad Mehldau e quella che considero la più bella della mia collezione digitale a firma del sassofonista Greg Osby, un jazzista capace di mescolare modernità e tradizione. Joe Nocera ha scritto sul New York Times che in realtà esistono oltre 25 mila versioni della famosa ninna nanna che nell’opera di Gershwin prima Clara e poi Bess cantano al bambino di Clara. La Summertime che ha fatto giurisprudenza è quella del 1957 di Ella Fitzgerald e Louis Armstrong. Non è da meno quella di Miles Davis, dal disco con cui il trombettista ha rivisitato tutto Porgy and Bess. Non c’è jazzista che non si sia dedicato a Summertime, ma anche il mondo del rock ha reso omaggio a Gershwin. I Doors sono gli autori di una delle più incredibili versioni di Summertime. Ad ascoltarla sembra che sia stata scritta da loro, grazie al caratteristico tappeto sonoro creato dall’organo di Ray Manzarek e alla voce spiritata di Jim Morrison. Un favoloso assolo di chitarra di Robby Krieger completa la trasformazione di Summertime in una ninna nanna psicotropa per gli abitanti di una comune degli anni 60. L’assolo di chitarra si scioglie in un accenno di My Favorite Things, la più famosa delle canzoni del musical The Sound of Music, in italiano Tutti insieme appassionatamente, che è proprio il titolo dell’album di Coltrane che contiene Summertime. Nocera segnala anche una versione fricchettona cantata da Janis Joplin a Stoccolma nel 1969 con il tipico stile gridato-ma-sottovoce. Non sapevo che l’avessero cantata anche i REM, ma è una nenia deludente, monotona, anche se proprio per questo filologicamente corretta. Solo uno è riuscito a rendere Summertime più ninnanannesca dell’originale: Nick Drake, ovviamente. Christian Rocca

ricerca

archivi

testata
periodo
feed rss
 

Christian Rocca – © 2002-2011

Credits: Graphic Design & Web Development to Area Web