Camillo - Il blog di Christian Rocca

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Gommalacca/85

Ci sarebbe da parlare del solito meraviglioso album di Leonard Cohen, se non fosse che ne hanno già parlato tutti e che non se può che parlare bene. Old ideas, si intitola. L’atto di resa di un «lazy bastard living in a suit», come sussurra il cantante settantasettenne di Montreal nel primo brano dell’album-epilogo di una carriera da retrospettiva al MoMa. Amato da tutti, osannato da tutti, evocato da tutti. Ve l’hanno mai detto mai che Leonard Cohen è un poeta? Già, banalità. Ma Old Ideas – a cominciare da Going Home, dove per Home si intende l’eternità ultraterrena – è davvero una di quelle formidabili riflessioni letterarie sul tema dell’addio. Non molto diversa dalle sofisticate pagine sul senso della fine contenute nel nuovo romanzo di Julian Barnes The sense of an ending o, per restare nella contemporaneità, di Everyman (ma non solo) di Philip Roth. Sia pure con un registro satirico, anche La Versione di Barney di Mordecai Richler è una meditazione sulla vita nel momento in cui si avvicina la fine. Cohen e Richler, poi, sono entrambi di Montreal. Quando il New York Times per la prima volta scrisse un articolo su Richler, pubblicò per errore una foto di Cohen. Richler, divertito, disse che per il Times, probabilmente, Cohen o Richler era uguale: «“Un altro fottuto ebreo di Montreal”, avranno pensato in redazione». Chi ha visto La Versione di Barney al cinema si ricorderà che il vecchio, malinconico e solitario protagonista si fingeva un anonimo ascoltatore di Montreal per chiedere alla trasmissione radiofonica condotta dalla sua amata e ormai perduta Miriam di mandare in onda proprio I’m your man di Leonard Cohen. I’m your man è una delle canzoni simbolo di Cohen, stranamente assente dalla raccolta di cover coheniane allegata al numero di febbraio della rivista MOJO. C’è invece So Long, Marianne. Una canzone su un altro addio, ma più terreno: la fine di un amore («Addio Marianna, era tempo di ricominciare a ridere e piangere e piangere e ridere su tutto questo ancora»). La canta straordinariamente Bill Callahan, uno degli eroi di Gommalacca, probabilmente il più credibile degli eredi di Leonard Cohen. Christian Rocca

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