Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Del Piero unido jamas sera vencido

Non sono mai stato un grandissimo fan di Alessandro Del Piero. Troppo facile tifare per un super campione, sempre decisivo, infallibile, impeccabile. Del Piero è sempre stato perfetto e poteva benissimo fare a meno di me.
All’inizio, quando era un giovane pischello, ovviamente ne ero entusiasta. Ricordo quel suo gol all’Olimpico contro la Lazio e poi il tacco nella maledetta finale col Borussia. Poi ci sono stati gli anni in cui, specie in Champions, si è inventato i gol alla Del Piero. Incredibile. Aggiungerei il gol in finale intercontinentale. Poi Del Piero è diventato Del Piero, mostruoso nella sua perfezione. Il gol all’Inter nella famosa partita del 2002 e quello al Napoli lo dimostrano.
L’infortunio a Udine lo ha fermato e Del Piero è cambiato.
Per due anni, dopo il rientro, praticamente non ha mai segnato su azione, se non all’ultima giornata di testa. La Juve ha perso due scudetti con Del Piero in campo, ma non era lui, mirava sempre il portiere invece che l’angolino. I tiri non giravano più, gli venivano sempre dritti e immancabilmente sulle braccia del portiere. Si è ripreso, diventando peraltro il miglior punizionista che abbia mai visto. Nel frattempo la Juventus aveva preso Ibrahimovic e Trezeguet. Del Piero è finito in panchina con Capello. Ma è riuscito comunque a essere decisivo.

Nell’anno della B e nei due anni successivi è tornato leader e goleador, ma la Juve era in dismissione. Poi due anni da riserva con una squadra ridicola. Difficile sopportare l’onta. Difficile stare in panchina con Amauri e gli altri in campo. Ogni volta che entrava in campo doveva dimostrare di essere Del Piero, e più la squadra affondava lui doveva dimostrare di essere il salvatore. Doveva segnare lui. Non passava la palla. Ci provava e riprovava da solo. Con risultati pessimi per lui e per la Juve.

Logica, giusta, inevitabile la decisione di Andrea Agnelli di non rinnovargli il contratto a partire dal prossimo anno. Quest’anno, in questa seconda fase del campionato, qualcosa è cambiato. Del Piero è rimasto a lungo triste in panchina. Conte gli concedeva al massimo un paio di minuti ogni tre partite. Poi titolare in coppa Italia, dove è stato decisivo. Più recentemente è diventato la mossa da scacco matto per sbloccare le partite. Ha funzionato. Del Piero entra e cambia la partita. Credo che abbia capito per la prima volta che puó essere utile, utilissimo, per 15-20 minuti. La novità è questa.

Il fatto che la squadra vinca e ci sia odore di vittoria sembra confortalro. In quel quarto d’ora non deve dimostrare niente, non deve tirare da ogni dove, deve solo essere Del Piero. Magicamente sembra sia tornato proprio il Del Piero infallibile di una volta, sia solo per pochi, ma decisivi, minuti. Così, in pace con se stesso e consapevole che non è più tempo di rivendicare un posto da titolare fisso, Del Piero deve restare.

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