Camillo - Il blog di Christian Rocca

archivio

Gommalacca/100

John Mayer è un tipo complicato. Musicalmente è nato in ambiente pop, ma con Born and Raised, prodotto da Dan Was, accompagnato da Graham Nash e David Crosby e con copiosi riferimenti a Neil Young, a Joni Michell e alla leggendaria stagione losangeliana di Laurel Canyon, ha consolidato il posizionamento nel country blues di qualità. Un tragitto tortuoso che è niente rispetto all’intreccio con la vita privata. Atteggiamenti ribaldi, interviste da ubriaco, ex fidanzate famose di cui ha raccontato particolari non proprio da gentleman. Jessica Simpson era puro «napalm sessuale», ha raccontato a Playboy, una specie di droga del piacere per cui avrebbe anche venduto sua madre se la ragazza gli avesse chiesto diecimila dollari, ahem, a dose. Jennifer Aniston, nell’eterna parte di Jennifer Aniston, pare l’abbia lasciato perché lui tuittava troppo. La diciannovenne star del country Taylor Swift, sedotta e abbandonata, non gliele ha mandate a dire con la canzone Dear John: «Caro John, capisco tutto adesso che te ne sei andato, ma non pensi che ero troppo giovane per essere usata per un gioco? Forse la colpa è mia e del mio cieco ottimismo. O forse tua e dei tuoi bisogni malati di dare amore e poi di riprendertelo. So che aggiungerai il mio nome alla tua lunga lista di persone tradite che non capiscono».

Con Born and raised, John Mayer vuole far sapere alle ragazze che è cambiato, che non è più quello di una volta, che si è cancellato da Twitter. Si è trasferito sotto i cieli blu del Montana, come nelle migliori operazioni di marketing, e ora prova a cantare belle canzoni di redenzione. Non sempre romanticissime, in realtà: «Be’, Olivia è già presa. C’è solo un uomo in questo mondo che dorme accanto a lei. Ma non voglio rubarla, non si toglie l’amore a un uomo. Ma se Olivia bussasse alla mia porta, devo dire che la farei entrare» (Something like Olivia). Ci sono anche le timidissime scuse alla povera Swift: «Sono una brava persona, con un cuore grande così… Non sono uno che fa casini. Non ho mai voluto farle male, ma so bene di averle reso la vita difficile» (Shadow days). Niente per Jennifer Aniston.

Christian Rocca

ricerca

archivi

testata
periodo
feed rss
 

Christian Rocca – © 2002-2011

Credits: Graphic Design & Web Development to Area Web