Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

La Kill list di Obama, Rep. e noi

Al quarto anno di presidenza, Repubblica si accorge che Obama uccide i presunti terroristi, anche americani, anche minorenni, anche donne, anche donne minorenni, con un tratto di penna, check!, su una lista delle persone da ammazzare. Rep. si chiede, sobria e stupita, dove sia finito il presidente integro e pacifista e tutte le altre balle propagandate per anni da Rep. medesima. Invece che riconoscere, una volta per tutte, che quel presidente Obama non è mai esistito, se non sulle sue pagine, Rep. si umilia ulteriormente propinandoci questo commento, ora che si sono accorti che Obama ha licenza di uccidere i sospettati: "Gli ideali del 2008 sono stati combinati con robuste dosi di pragmatismo". Robuste dosi di pragmatismo. Non solo. Secondo Rep. 2012, "l’innovazione che lui ha introdotto con la kill list risponde a un principio di responsabilità etica: il presidente non vuole lasciare ai suoi collaboratori la scelta più grave". Decidere di uccidere una persona con un missile, nella neo-lingua di Rep., diventa "un’innovazione" che "risponde a un principio di responsabilità etica". Non male per un giornale che definiva "crimini di guerra", se non peggio, le decisioni di George W. Bush di catturare e spedire a Guantanamo i medesimi terroristi, invece che ucciderli. Ma per Rep. meglio uccidere un sospettato di terrorismo che imprigionarlo, pare combini meglio gli ideali del 2008 con robuste dosi di pragmatismo. Combina però un po’ meno col giornalismo.

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