Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

“Iraqi boom” (ringraziare Bush)

Il New York Times di oggi racconta con un lungo articolo il boom dell’economia petrolifera dell’Iraq, già al punto più alto della produzione dai tempi della presa di potere di Saddam (1979) e a breve a pari di quella saudita. Il governo sta costruendo strade, infrastrutture e fornisce servizi sociali mai visti. Il boom petrolifero iracheno, inoltre, supplisce al danno causato dalle sanzioni e dal conseguente calo di produzione iraniano, quindi è un grande risultato sia per il welfare iracheno sia per le più ampie ragioni geopolitiche (con il petrolio iracheno, la comunità internazionale può fare più pressioni sugli ayatollah iraniani).

Un vero disastro la rimozione di Saddam, oh yes. Ah, naturalmente le compagnie petrolifere che lavorano in Iraq sono principalmente europee, russe e cinesi (paesi contrari alla guerra). Già, gli americani hanno fatto la guerra per il petrolio, signora mia.

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