Camillo - Il blog di Christian Rocca

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Gommalacca/102

C’è un nuovo disco dei Beach Boys. C’è un nuovo disco di Neil Young. C’è un nuovo disco di Patti Smith. I Beach Boys, davvero, non riesco ad ascoltarli, specie dopo quella volta che li vidi suonare live in una spiaggia caraibica artificiale a Henderson, nel mezzo del deserto del Nevada. Ogni volta che si ascolta qualcosa che ricorda Wouldn’t be nice si rischia il diabete. Ogni volta che si sentono accenni di Barbara Ann aumentano le probabilità che si bombardi l’Iran (alle scorse presidenziali, John McCain la canticchiò sostituendo le parole «Barbara Ann» con «bomb Iran»).

Neil Young, dunque. Con i suoi Crazy Horse. Il disco si intitola Americana ed è una raccolta rockettara di canzoni tradizionali americane, da Oh Susanna a This Land is your land. Poi siccome Neil Young è matto, l’ultimo brano è God Save the Queen, scelta più o meno perché se due secoli fa non ci fosse stata la rivoluzione americana l’inno britannico sarebbe diventato un canto tradizionale. Un delirio, ma un bel disco, straordinario da ascoltare dal vivo anche nel deserto del Nevada. Ma alla fine aggiunge poco.

Quando ho letto che in Banga, undicesimo album di Patti Smith, c’era una versione di After the Gold Rush di Neil Young ho avuto la stessa sensazione preventiva: che cosa poteva aggiungere a una meravigliosa canzone di 42 anni fa? Poi l’ho ascoltata. Una meraviglia assoluta, pianoforte e l’inconfondibile recitato di Patti Smith raggiunti in coda da un coro di infanti che invece di «in the nineteen seventies» del testo originale canta «in the XXI century». Ma il disco è tutto molto bello, forse il migliore da Horses, compresi i 10 minuti di Costantine’s dream con in sottofondo un prete che canta messa in italiano.

Alcune di queste canzoni sono state composte durante una crociera sulla Costa Concordia. Il pensiero dell’ex coinquilina di Robert Mapplerthorpe ridotta a vicina di cabina di Schettino e costretta ai trenini brazil nel salone delle feste fa rabbrividire. Tra l’altro Patti Smith era sulla Concordia su invito di Jean-Luc Godard che stava girando Film Socialisme. E poi c’è D’Alema che crede di poterne risollevare le magnifiche sorti e progressive.

Christian Rocca

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