Camillo - Il blog di Christian Rocca

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Gommalacca/107

Rodriguez. Sixto Diaz Rodriguez. Meglio sconosciuto come Rodriguez e basta. Ignoto come Sugar man, dal titolo del suo primo brano pubblicato nel 1970. I giornali anglosassoni sono pieni di Rodriguez a proposito di un film che un documentarista svedese Malik Bendjelloul gli ha appena dedicato: Searching for Sugar Man, vincitore di un paio di premi all’ultimo Sundance. La storia è incredibile, tra le più incredibili dell’incredibilissimo mondo del rock.

Rodriguez è un muratore del Michigan, figlio di immigrati messicani. Nel 1967, a ventisette anni, pubblica un singolo di scarso successo. Suona nei piccoli club di Detroit, quasi sempre con le spalle rivolte al pubblico. Nel 1970 e nel 1971 fa uscire due album Cold Fact e Coming from reality. I testi raccontano la vita grama delle periferie della grande città. Qualcuno si spinge a definirlo «un altro Bob Dylan». Il Dylan di Detroit però non sfonda, i dischi vendono poco, la sua etichetta chiude, la carriera è finita. Rodriguez scompare, anche se nessuno si era accorto della sua presenza. Con qualche eccezione. Una copia pirata di Cold Fact arriva in Sud Africa dove circola tra i musicisti bianchi oppositori del regime dell’apartheid. Il suo mix di folk, blues e protesta a metà tra Dylan e James Taylor diventa la colonna sonora contro il governo di Pretoria. Sugar Man viene censurata dalle radio, ma i dischi circolano grazie a una piccola casa discografica. Di lui non si sa più nulla, si dice che sia morto, che si sia suicidato, che si sia dato fuoco sul palco. Mito e popolarità del Dylan di Detroit crescono, senza che nessuno in Europa o in America ne venga a sapere niente.

Nel 1996 un giornalista musicale e un titolare di un negozio di dischi di Città del Capo decidono di mettersi sulle tracce del loro idolo. Come nei polizieschi più banali iniziano a follow the money: dove vanno a finire le royalties delle vendite sudafricane? Viaggio in America, incontro con il titolare dei diritti e, poi, la scoperta: Rodriguez è vivo, è tornato a fare il muratore, abita nella stessa casa di periferia di un tempo. Sugar man non ha idea del suo successo africano, non ha mai ricevuto un dollaro. Nel 1998 viene organizzato un comeback tour in Sudafrica. All’aeroporto ci sono una limousine e una folla di fan. Cinque concerti sold out da 5mila spettatori ciascuno, Cold Fact viene ristampato e vende mezzo milione di copie. Stavolta le royalties sono del muratore di Detroit.

Christian Rocca

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