Camillo - Il blog di Christian Rocca

archivio

Gommalacca/108

Lions & Lambs ha due difetti: è un mini album di sei canzoni ed esce a nome dei Communist Daughter. Fosse un disco completo sarebbe certamente tra i migliori del l’anno. Avesse un nome di band più presentabile sarebbe più credibile («Hai sentito l’ultimo di Figlia comunista?»), anche se almeno qui il surreale “manifesto antineoliberista” non c’entra niente e il nome del gruppo semmai è una citazione esplicita di una canzone dei Neutral Milk Hotel dedicata ad Anna Frank.

Le sei splendide canzoni di Lions & Lambs partono come un disco dei Fleet Foxes, una delle band più celebrate di questi tempi. Siamo in territorio indie-folk, all’incrocio tra le radici della tradizione americana e la psichedelia bucolica di moda in Gran Bretagna negli anni Sessanta, e scusate se capita molto spesso di restare in questa zona, ma continua a essere la parte più fresca e vitale, anche se sobria e garbata, di quel mondo scomparso che un tempo si chiamava rock.

Se Ghosts e Heart Attack sembrano canzoni dei Fleet Foxes, City Love suona come il brano che Bon Iver inspiegabilmente ha lasciato fuori da For Emma, ma un po’ anche come una canzone degli ultimi Wilco. I Communist Daughter arrivano dal Midwest americano, da St. Paul, la città gemella di Minneapolis. Il leader, cantante e autore della musica e dei testi si chiama Johnny Solomon, già animatore di altre band di culto.

Due anni fa uscì il primo disco dei Figlia comunista, In the aeroplane over the sea, ma subito dopo Solomon si è fermato per lottare contro depressione e dipendenza da droga e alcol. Per quel disco, Solomon aveva chiesto a una musicista locale, Molly Moore, di entrare nella band. Johnny se ne è innamorato, ma Molly gli ha posto una condizione: niente droghe. Improvvisamente Johnny non ha avuto più soltanto la musica come àncora di salvezza, così si è faticosamente liberato della dipendenza e ha conquistato Molly (che canta anche qui). Don’t remember me, forse il brano più bello e il più intimo della collezione, deve essere stata scritta proprio nel pieno del percorso di uscita dalla dipendenza.

Solomon si dispera che lei non si possa ricordare di lui prima della devastazione compiuta dalle droghe e le dice: «Ho 31 anni, o forse 17, praticamente è finita, ma sono quasi pulito». Ci crede, ma più che altro ci spera. Non è ancora sicuro. Lions & Lambs è un disco di guarigione e redenzione. Un disco d’amore: «So che meriti uno migliore di me, non sono il meglio che tu possa avere, lo so, lo so, lo so», canta Johnny in Heart Attack. Il coro è di Molly.

Christian Rocca

ricerca

archivi

testata
periodo
feed rss
 

Christian Rocca – © 2002-2011

Credits: Graphic Design & Web Development to Area Web