Camillo - Il blog di Christian Rocca

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Gommalacca/109

Oggi si segnala, con parecchio entusiasmo, un pastore presbiteriano hipster, un cristianista molto cool, un predicatore che diffonde la parola di Dio e il verbo di David Foster Wallace con pantaloni a vita alta, t-shirt vintage e coppola alla moda.

Si chiama Vito Aiuto, pastore della Resurrection Presbyterian Church di Brooklyn, per la precisione di Williamsburg, il quartiere più artistico e alternativo di New York. Un passo indietro: una delle più belle canzoni di Sufjan Stevens, la superstar della piccola scena indie americana e incontrastato eroe musicale di questa colonna, si intitola Vito’s ordination song ed è contenuta in Greetings from Michigan. Vito’s è un’irresistibile e rasserenante ninna nanna costruita da Stevens intorno a quattro versi come sempre di sapore mistico: «Rest in my arms, sleep in my bed, there is a design, to what I did and said».

Il Vito di cui Sufjan Stevens celebra l’ordinazione sacerdotale è il suo carissimo amico Vito Aiuto di cui stiamo parlando.

Vito e sua moglie Monique sono i Welcome Wagon, il gruppo che ha appena pubblicato per la Asthmatic kitty records di proprietà di Sufjan Stevens un disco dal titolo Precious remedies against Satan’s devices, Rimedi preziosi contro gli strumenti di Satana, un meraviglioso album di invocazioni al Signore, con tanti Allelujah e citazioni dei Salmi, ispirato ai sermoni domenicali di Vito. Rimedi preziosi pare uscito dall’immaginazione musicale di Stevens, musicalmente meno caleidoscopico, ma non lontano dal suono folk di Seven Swans. La voce di Vito Aiuto, poi, è difficile da distinguere da quella di Stevens. Ascoltate I know that my redeemer lives o My God, My God.

C’è anche una cover dei Cure, High, ma la canzone simbolo del disco, quella che fa venire voglia di convertirsi subito al presbiterianesimo e di frequentare la parrocchia di Williamsburg, è My Best Days, quella in cui si canta «those are my best days when I shake with fear», i miei giorni migliori sono quelli in cui tremo di paura. Citazione dai Sonetti Sacri di John Donne, anno domini 1633.

Christian Rocca

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