Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Alcune cose che penso su Zeman

Da un articolo di Alessandro Giuli pubblicato ieri dal Foglio che raccoglie pareri su Zeman:

Dunque la Juve e Zeman. Siccome il Foglio è il più democratico e pluralista tra i giornali fondati sul dispotismo asiatico, ha ritenuto doveroso interessare al tema la metà bianconera del cielo pallonaro. Malgrado ci accusi di “deriva guatemalteca” (nel senso di giustizialismo à la Ingroia), lo juventino-siciliano di Alcamo Christian Rocca accetta di parlarci. Lo fa da fogliante della prima ora prestato ai poteri nordici (è direttore di IL, mensile del Sole 24 Ore, e in effetti gli stivali da campagna decantati nell’ultimo numero della rivista sono da urlo). *** “Certo che non si parlerà d’altro se non di Zeman contro la Juventus”, dice Rocca. “Oltre alla Juve quest’anno c’è soltanto la Roma a fare da sfidante. Moratti, nella sua suprema sportività, vista la squalifica di Conte ha pensato bene di far gareggiare anche la sua Inter senza allenatore. Berlusconi ha svenduto il Milan. Resta la Roma per mancanza di concorrenti, altrimenti la Juventus avrebbe già vinto lo scudetto”. Paura eh? “Di Zeman?”. E’ un genio, vi massacrerà. “Anche di Frank Zappa non si è mai capito se fosse un genio o un ciarlatano. Zeman è una specie di Oronzo Canà giustizialista, ma di sinistra”. La moralità è sempre di sinistra. “Infatti Zeman vorrebbe essere lo Zagrebelsky della serie A, senza avere nemmeno il cognome da generale polacco di cui può fregiarsi il presidente emerito della Consulta”. Lui viene dal popolo. “Aveva ragione Gianni Agnelli, quando ricordò che abbiamo salvato anche Zeman dal comunismo. Quella fu la sentenza definitiva. Ma poi che ha combinato Zeman nella sua carriera, ne vogliamo parlare? Lui dice che abbiamo vinto 22-23 scudetti, naturalmente è un falso come il passaporto di Recoba, ma il numero è pur sempre inferiore a quello dei suoi esoneri”. La scomodità si paga. “Vada ad allenare in Guatemala, vedrete che sarà esonerato prima di Ingroia”. Dietro tanta animosità si cela l’ammirazione, è una legge di natura. *** E infatti Rocca fa coming out. “Io sono sempre stato un estimatore del calcio zemaniano. Lo seguo da quando allenava il Licata”. Aneddoto: “Nella stagione 1979-’80, da scolaro delle medie inferiori, andai allo stadio della mia città per vedere la partita Alcamo-Licata. L’Alcamo aveva la maglia bianconera”. Il Licata Zeman in panchina. “E la maglia blu. Non ci potevo credere. A quei tempi non c’era ancora neppure la zona mista di Niels Liedholm, e il Licata già faceva la zona pura col fuorigioco. Uno spettacolo estasiante, ero incantato: i giocatori dell’Alcamo finivano sempre in off side e alla fine del primo tempo il Licata vinceva di quattro gol a zero, con il suo Maurizio Schillaci, fratello di Totò, grande marcatore”. Se si fosse limitato a quello, Zeman, invece di cercare il doping nelle vene bianconere… “Io non ci credo a tutta ’sta retorica della purezza zemaniana, al suo ‘fuori le farmacie dal calcio’. Avesse detto ‘fuori le banche’, mi sarei complimentato, ma come la metteremmo con Unicredit che controlla la Roma? Avesse detto ‘fuori i petrolieri’, chapeau, ma Zeman non può attaccare Moratti perché l’Inter è l’ultima ridotta che gli manca per la grande battaglia finale contro il Caimano bianconero. Finirà così”. Paura eh? “Certo se Zeman quest’anno parte bene avrà molte possibilità, d’altra parte, come ho detto, voi romanisti siete aiutati dalla non partecipazione al campionato di Milan e Inter”. E ci fidiamo della magistratura. “Infatti il pm Guariniello è l’unico uomo che abbia perso più partite di Zeman”.

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