Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Nessuna bugia di Ryan, nessuna

Il discorso di Paul Ryan di ieri notte ha mandato su tutte le furie giornalisti, blogger, opinionisti. Si sono precipitati a frotte a definire il discorso del candidato vicepresidente di Romney come il più disonesto della storia delle convention, come un elenco di falsità dietro l’altre da lasciare tramortiti.
Alla fine le accuse sono 5, ma di bugie non ce n’è nemmeno una. O, meglio, si dice che la prima sia una bugia pazzesca: si dice che Ryan ha detto che una fabbrica GM del suo paese in Wisconsin ha chiuso durante la presidenza Obama e per effetto delle politiche obamiane. Ryan non ha mai detto questo, basta rileggere il discorso.
Le altre 4 cose del discorso più disonesto della storia in realtà sono ipocrisie da politicanti, simili a ogni latitudine e in ogni candidato. Ryan ha accusato Obama di non aver seguito le indicazioni della Commissione sulla riduzione del debito, ma non ha detto (questa è l’accusa) che lui aveva votato contro le indicazioni di quella Commissione.
Non è una gran furbata, visto che Ryan ha votato contro perché voleva tagliare di più (un po’ come i radicali che raccolsero le firme per un referendum per abolire la legge sull’aborto perché la volevano ancora più liberale, per intenderci). Cose così, insomma.
La più ipocrita delle quali è quella dei tagli al Medicare. Romney e Ryan, anche per rispondere alle accuse obamiane secondo cui i repubblicani vogliono tagliare l’assistenza, bombardano accusando Obama di aver tagliato il Medicare di oltre 700 miliardi di dollari per pagare la riforma sanitaria. Vero, ma con due ma: Obama non taglia le prestazioni agli anziani, ma gli oltre 700 miliardi sono sprechi e tagli alle assicurazioni, al punto che Ryan ha inglobato questi tagli nel suo progetto. Ora che è il vice di Romney ha cambiato idea e non dice che fino a 20 giorni fa lui era favorevole a quei tagli. Soprattutto non dice che sono tagli in sprechi e di rimborsi alle assicurazioni.
Piccole ipocrisie da politicanti, uguali e contrarie a quelle dell’altra parte. Bugie zero. Solo quelle di chi dice che ha detto bugie

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