Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Bene, alla fine, per Romney

Dopo una falsa partenza e una prima serata un po’ così, Mitt Romney puó essere soddisfatto della sua convention. Aveva bisogno di presentare il suo volto umano all’America e ci è riuscito, grazie a sua moglie Ann, ai racconti familiari, agli amici, ai filmati. Ha presentato Paul Ryan, la cui presenza nel ticket non ha soltanto energizzato base e élite del partito, ma è riuscita nell’impossibile impresa di trasformare Obama nel candidato anziano, vecchio. Romney, inoltre, ha lanciato una nuova genia di leader conservatori, da Marco Rubio a Chris Christie a Scott Walker. E poi le governatrici donne Nikki Haley e Susana Martinez. E poi il colpo Clint Eastwood, ancora da valutare (era noto per essere di poche parole, qui non ha smesso di parlare). Ancora più importante, Romney ha centrato gli altri due obiettivi più politici: la convention ha sottolineato che la candidatura Romney è quella più individualista, antistatalista, rivolta al futuro. In una parola: quella davvero americana. Ci sono mille contraddizioni tra questa posizione e alcune proposte del Gop, ma se in tempo di crisi gli americani dovessero mai scegliere tra la libertà dallo stato e la libertà concessa dallo stato, Romney potrebbe farcela. Ora, ovviamente, spetterà a Obama riprendersi la fiaccola del sogno americano smarrita negli ultimi due anni. La settimana prossima, a Charlotte, North Carolina. Si inizia martedì.

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