Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

L’inchiesta più smentita della storia del giornalismo mondiale

Giuliano Ferrara ha raccontato per l’ennesima volta come sono andate le cose ai tempi del Nigergate, e sono andate all’opposto di quanto si è letto sabato in un miserabile corsivo di Repubblica che qualifica chi lo ha scritto: non abbiamo mai pubblicato informazioni o veline dei servizi segreti, al contrario di altri, compresa Repubblica, ma solo notizie pubbliche americane e inglesi trovate da me, da solo, senza aiutini, con il mio lavoro da corrispondente dagli Stati Uniti. Il giornalismo pistarolo mi fa vomitare. Se i corrispondenti di Repubblica erano così scarsi da non essersi accorti che le commissioni bipartisan americane e la commissione indipendente inglese avevano già indagato tutto senza lasciare scampo alla loro barzelletta non è colpa mia, ma della loro incapacità.

Come ha scritto Ferrara, e come avevo scritto io allora, il capo dei Servizi italiani ha chiamato l’allora mio direttore dopo la pubblicazione degli articoli, non prima. Avete presente la differenza? E successivamente, come scrissi già allora, dai 3 ulteriori incontri con l’uomo dei rapporti con la stampa di Pollari non ho ricevuto suggerimenti, veline e notizie da pubblicare. Basta leggere gli articoli, tutti a disposizione sul blog.

Tutto il resto è diffamazione e chi continuerà a farlo questa volta ne dovrà rispondere.

Prima o poi farò un Nigergate for dummies, ma intanto vorrei ricordare che la tesi di Repubblica – ovvero che i servizi italiani pilotati dal governo Berlusconi hanno fornito a Bush la falsa prova regina sull’acquisto di uranio nigerino da parte di Saddam per aiutare a giustificare l’invasione dell’Iraq – è l’inchiesta più smentita della storia del giornalismo mondiale.

Oltre che dai governi americano e inglese e italiano dell’epoca, la Niger-barzelletta è stata smentita nel modo più categorico e senza lasciare dubbi anche da:

- Quattro commissioni bipartisan del Congresso americano, due del 2003 e due del 2008. Quattro, non una.

- Una commissione d’inchiesta indipendente inglese guidata da Lord Butler (Rapporto Butler pag. 125, punto 503, rigo d; ma anche pagina 123)

- Un rapporto Nato

- Un’inchiesta della magistratura di Roma

- Una lettera ufficiale del Direttore dell’FBI Robert Mueller visionata dai parlamentari italiani membri del Copasir

- Un libro di memorie del Direttore della Cia George Tenet

- Ex capo della CIA in Europa Tyler Drumheller in un’intervista a Marco Bardazzi dell’Ansa

- Comitato parlamentare sui servizi segreti del Parlamento italiano all’unanimità, compreso il presidente di centrosinistra Enzo Bianco, i membri dei Ds e di Rifondazione comunista (il trotzkista Luigi Malabarba che ha definito l’inchiesta di Repubblica “favolistica”)

- Romano Prodi con una dichiarazione a suo nome del portavoce Silvio Sircana al Foglio

- Christopher Hitchens su Slate

- Michael Smith del Sunday Times, uno dei giornalisti investigativi anti Bush e Blair più bravi del mondo: è l’autore dello scoop dei Downing Street Memo, scoop vero, non patacche.

- L’Unità di Furio Colombo e Antonio Padellaro

- Il Riformista, quotidiano allora dalemiano

- Europa, quotidiano allora della Margherita ora del PD

- Il Manifesto, quotidiano comunista e tutti i quotidiani di destra.

- Financial Times e i più importanti giornali del mondo

- Attenzione, fate davvero attenzione, l’inchiesta di Repubblica è stata smentita anche da Repubblica del 30 ottobre 2005. Non ci credete? Ecco: “Gli sviluppi del Nigergate che, qui (in America, ndr), appare una vicenda interna italiana, perché gli Stati Uniti non hanno mai citato documenti italiani in merito, ma intelligence propria e documenti britannici”.

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