Camillo - Il blog di Christian Rocca

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Gommalacca/117

Non ci sono soltanto Bob Dylan e i Rolling Stones a festeggiare i cinquant’anni di attività artistica e discografica. C’è anche Bettye Lavette, formidabile cantante soul e Rhythm & Blues del Michigan. Una forza della natura, soprattutto dal vivo.

A differenza dei Rolling Stones, Bettye Lavette oggi è nel suo prime time musicale (Dylan lo è sempre, ontologicamente). Il suo primo singolo è del 1962, da sedicenne. L’ultimo album è appena uscito con il titolo Thankful N’ Thoughtful, più o meno in contemporanea con l’autobiografia A Woman Like Me, scritta assieme a David Ritz. In mezzo ci sono dischi, performance, spettacoli a Broadway. Nel 2005 è rinata grazie al genio di Joe Henry, cantautore e produttore costretto ogni volta a sentirsi definire «il cognato di Madonna» per aver sposato la sorella Ciccone meno nota.

Il primo disco di Bettye Lavette prodotto da Henry è I’ve Got My Own Hell To Raise, un’incredibile collezione di brani scritti da donne rock con cui la cantante ha conquistato i critici e il pubblico. Il disco successivo è ancora più bello: The Scene Of The Crime, registrato nei Fame Studios in Alabama con i Drive-by Truckers, una delle migliori band alt rock americane. Imperdibile.

Nel giorno dell’inaugurazione del mandato di Obama, ha cantato al Lincoln Memorial l’inno della stagione dei diritti civili: A Change Is Gonna Come di Sam Cooke (ne è seguito un delizioso mini album Change Is Gonna Come Sessions, arricchito da una splendida cover di Ain’t No Sunshine).

Due anni fa il disco della consacrazione: Interpretations: The British Rock Songbook, meno dirompente dei precedenti, ma comunque un coraggioso riadattamento soul di intoccabili brani rock da Wish You Were Here dei Pink Floyd a All My Love dei Led Zeppelin, da No Time To Live dei Traffic a Isn’t A Pity di George Harrison.

Thankful N’ Thoughtful inizia con Bob Dylan (e con chi sennò?). Il brano è Everything Is Broken da Oh Mercy, ma suona come una canzone nuova. Il disco continua con una meravigliosa versione di I’m Not The One dei Black Keys, e anche questa sembra sia stata scritta per lei. Questo è il segreto di Bettye Lavette: celebra Neil Young con Everybody Knows This Is Nowhere, Tom Waits con Yesterday is here, i Pogues con Dirty Old Town (in 2 versioni), Sly & The Family Stone con il brano che dà il titolo all’album, ma non lo dà a sentire.

Christian Rocca

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