Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

I due endorsement di oggi sono poco convincenti

I due endorsement di giornata per Obama, nessuno dei quali cambia di una virgola la corsa alla Casa Bianca che per ora vede Obama in vantaggio, hanno una cosa in comune, a parte la scelta del candidato preferito. Sia l’Economist sia Mike Bloomberg non sono entusiasti di Obama. Non solo. Sono abbastanza convinti, entrambi, che Obama abbia fatto male soprattutto in economia (Bloomberg di politica estera non parla).
E, ancora, entrambi sono convinti che Romney sarebbe un ottimo presidente, in particolare sulle cose economiche. Ma entrambi, di nuovo, pensano che una cosa è il Romney di cinque o sei anni fa, moderato, pragmatico, realista; un’altra il Romney che ha virato a destra per inseguire il voto dei Tea Party.
Insomma sia Economist sia Bloomberg, entrambi affidabili sulle questioni economiche, avrebbero votato Romney se Romney avesse condotto una campagna moderata e pragmatica come era nelle sue corde qualche anno fa. Non lo dicono, ovviamente, ma il senso logico del ragionamento è questo.
A me pare un endorsement debole, non solo rispetto a Obama, ma rispetto, appunto, alla logica.
Romney non è un estremista, anni fa si è spostato a destra per vincere le primarie repubblicane in un momento di particolare estremismo della destra conservatrice che, peraltro, non crede alla sua rinascita  conservatrice. Lentamente, troppo lentamente, dal dibattito di Denver in poi si è riposizionato al centro, riaprendo la partita. La storia personale, professionale e politica di Romney indica che, in caso di elezione, sarebbe un presidente cauto, affidabile, con la testa a posto.
Io non lo voterei perché non mi piacciono quelli che si posizionano tatticamente in un modo diverso da quello che realmente pensano. Non li trovo credibili e affidabili. Ma se pensassi come l’Economist e Bloomberg che le ricette di Obama fossero sbagliate e che il presidente avesse esasperato il tono partigiano della politica di Washington e, inoltre, che il vecchio Romney di un tempo sarebbe un ottimo presidente per l’economia e per uscire dalla crisi, be’, allora, non avrei dubbi a votarlo. Nessuno può pensare davvero che una volta alla Casa Bianca, Romney farebbe il portavoce di Michelle Bachmann.

ricerca

archivi

testata
periodo
feed rss
 

Christian Rocca – © 2002-2011

Credits: Graphic Design & Web Development to Area Web