Camillo - Il blog di Christian Rocca

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Gommalacca/119

Nashville, la città della musica country. Nashville, il capolavoro di Robert Altman del 1975, con premio Oscar a Keith Corradine per la migliore canzone originale: I’m easy. Ora c’è un’altra Nashville. Una serie televisiva, tra le migliori di quest’anno, costruita intorno alla musica. In onda su Abc, e non ancora in Italia, Nashville è giunta alla quarta puntata ed è uno dei grandi successi della tv statunitense di questa stagione. Scritta da Callie Khouri, premio Oscar per Thelma & Louise, e moglie di T-Bone Burnett, cantautore, già chitarrista di Bob Dylan e oggi uno dei più rispettati produttori della scena musicale americana, in Nashville si intrecciano complicate storie di amore e di musica. Esattamente come nel film di Altman, anche se il ritratto arido e ingenuo di quel mondo allora non piacque né alla città né ai protagonisti della country music.

La serie tv invece è un omaggio esplicito a questo sottovalutato (fuori dall’America) genere musicale. Il cuore della serie è la città, la Music Row, la via del centro piena di bar che offrono il palco e un microfono a chiunque voglia esibirsi. La città col grattacielo che sembra la maschera di Batman e con le piscine a forma di chitarra Gibson. La città dello storico Ryman Auditorium e del grande concerto settimanale Grand Ole Opry che va in onda sulle radio nazionali ininterrottamente dal 1925. Le storie d’amore e familiari si intrecciano come in Dallas, ma al posto del petrolio qui c’è la musica prodotta da T-Bone Burnett. Strepitosa. Ascoltate, per esempio, No one will ever love you (like I do), cantata da due dei protagonisti.

Christian Rocca

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