Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Il dibattito Bersani-Renzi

Gran bella serata, bravi Rai e Maggioni, da paese normale. Bene, molto bene, questo PD che si apre e si confronta, con la sola macchie delle regole per sfavorire la partecipazione. Ma al di là di questo ostacolo anti Renzi, che non è poco, per la prima volta si stanno tenendo vere primarie (le altre erano barzellette). Molti complimenti all’unico partito italiano. Non il primo, l’unico.

Matteo Renzi è stato bravissimo, stasera e in generale a essere riuscito a trasformare una passerella, che forse non ci sarebbe nemmeno stata, in una vera sfida tra visioni diverse, radicalmente diverse. Bersani, malgrado i suoi, è persona seria e affidabile. Però propone idee di oltre 30 anni fa, già superate dalla sinistra moderna Blair-Clinton degli anni 90 e pure dalla socialdemocrazia tedesca (Schroeder). La politica estera non è il suo forte, questo si sapeva, ma le banalità e le castronerie che ha detto hanno superato il limite e rispecchiato le vecchie parole d’ordine dei partigiani della pace (che erano agenti sovietici) e degli antiamericani di terz’ordine. Non credo fosse uno schiacciare l’occhio ai vendoliani. Peggio: temo che fosse il riflesso condizionato del vecchio comunista. E anticipando alleanze con Casini e Vendola, oltre che con il non citato Di Pietro, ha cancellato l’idea fondante del PD stesso.

Renzi è stato molto bravo. È stato quasi commovente sentire le cose che ha detto sul medio oriente, sulla libertà e la democrazia, sulla tirannide degli ayatollah a e i massacri in Iran, sul puntare sul merito a scuola e nella società, contro il finanziamento pubblico, sulla forma dello stato, sulla vocazione maggioritaria della sua proposta, sull’Udc siciliana, sulle tasse, sui finanziamenti ai soliti noti, sulle pensioni, sulla riforma del lavoro, sul patto generazionale. Io non ho mai sentito nessuno dire tutte queste cose tutte insieme. Mai. Ero già convinto prima e ho spento la TV ulteriormente convinto che la sua sia la proposta modernizzatrice. Ma, appunto, ero già convinto. Avrà convinto gli altri? Non lo so. Intanto, a causa delle regole penalizzanti, gli altri da convincere erano pochi: soltanto quelli che hanno già votato domenica, più gli assenti giustificati (andateci e giustificatevi). I bersaniani sono convinti che sia andato meglio il segretario. Con più convinzione, i renziani credono abbia vinto il sindaco. Di certo tutti, ma proprio tutti, gli zinger del dibattito sono di Renzi (gli zinger sono le battute taglienti che si ricordano e vengono ripetute da TV e siti).

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